
Probabilmente ci sono decine, o forse centinaia, di luoghi e attrazioni da scoprire negli States. Ma se per caso li avete già visitati tutti o volete dedicarvi a qualcosa di più particolare del solito Grand Canyon, eccovi 5 posti dove potete trascorrere qualche ora della vostra vacanza scoprendo qualcosa di decisamente originale.
Si parte dal Carhenge (in Nebraska) un’opera d’arte costituita da una replica di Stonehenge realizzata con pickup e automobili abbandonate e dipinte di grigio. Passiamo in Oregon per l’Oregon Vortex, un villaggio pieno di buffe casette, come la House of Mystery, con curiosi effetti ottici e presunte inspiegabili presenze.
Le dune di sabbia del Deserto del Maine vi aspettano a Freeport, dopo aver inglobato la fattoria della famiglia Tuttle. Il grande elefante Lucy si trova invece nel New Jersey dal 1882, quando venne costruito in legno, ed ha resistito all’abbandono e ai vari utilizzi a cui è stato destinato per essere classificato, nel 1976, come National Historic Landmark. Infine il Corn Palace, in South Dakota, è una grande arena visitata ogni anno da 500 mila persone: i murales che decorano le pareti sono fatti di grano e altri cereali.
Se la sabbia è il vostro elemento, siete in buona forma fisica e vi piace passeggiare sulle dune, non potete mancare una visita a Mosca. Ebbene sì, questo è il nome della città del Colorado (Usa) da cui si parte per visitare il Great Sand Dunes National Park, dove si possono ammirare e scoprire le dune di sabbia più alte di tutto il nord America.
Dalle colline di sabbia è possibile discendere a piedi, con il surf, lo snowboard o gli sci, ma se preferite potete utilizzare semplicemente i piedi. Piedi su cui calzare delle scarpe adeguate, dato che la temperatura della sabbia (nelle ore di punta dell stagione estiva) può raggiungere i 60 gradi!
In primavera la neve delle montagne circostanti si soglie e anima un torrente che scorre in mezzo alle dune, creando una gigantesca spiaggia fluviale.
Via | Msnbc
Foto | texastwister

Quando si dice che l’erba del vicino è sempre più verde. Il detto sembra adattarsi alla perfezione a quanto sta avvenendo a New York, dove l’Empire State Building, attualmente il grattacielo più alto della città, con i suoi 381 metri di altezza (443,2 m se si considera anche l’antenna televisiva sulla sua cima), vede il suo primato insidiato da un nuovo palazzo che dovrebbe sorgere proprio nelle sue vicinanze. Il nuovo edificio, che si è aggiudicato l’approvazione del consiglio cittadino qualche giorno fa, con un voto di 47 a favore contro solo 1 contrario, si chiamerà 15 Penn Plaza, e dovrebbe essere costruito sulla 33a strada, al posto del Pennsylvania Hotel, tra la Penn Station ed il Madison Square Garden.
In realtà, il 15 Penn Plaza sarà alto ’solamente’ 362.71 metri, e tuttavia potrebbe, con la sua mole, rovinare un po’ l’aspetto da cartolina tipico dell’Empire State Building, secondo alcuni. La cosa non pare però aver preoccupato gli Americani, a cui tutto si può rimproverare, tranne la mancanza di pragmaticità. Questo il commento di Christine Quinn, rappresentante del consiglio nel cui distretto ricade il sito dove verrà costruito la nuova struttura, dal costo di 2 miliardi di dollari:
Siamo New York City, siamo in un luogo che ha a che fare con la crescita ed il guardare avanti. Non siamo la Monument Valley, siamo un luogo che non si fermerà mai in un momento fisso del tempo.
Dopo il video, alcuni video apparsi su emittenti locali statunitensi e immagini tratte da vari rendering pubblicati da Architets’ Newspaper.
Continua a leggere: 15 Penn Plaza. A rischio il primato dell'Empire State Building, a New York
Sicuramente questa località è meno facilmente raggiungibile della della riviera romagnola o delle 5 terre liguri, ma se per caso vi trovate a trascorrere le vostre vacanze in Oregon oppure avete in programma di andarci la prossima estate, potrebbe esservi utile sapere dove andare a fare un bel bagno.
Ecco allora la Cannon beach, una spiaggia tra le più belle della costa nei pressi di Portland e un centro turistico formato da una lunga striscia di gelaterie, gallerie d’arte, piccole case e pub che guardano ad un arenile fatto di sabbia candida e a una scogliera dove le onde si infrangono fragorosamente.
Per ammirare meglio questo scenografico tratto di costa c’è l’Ecola State Park, che offre un punto panoramico unico, con verdi prati e tavoli da pic nic.
Sarà che quando si pensa a New York si pensa sempre a Manhattan ed ai suoi grattacieli, ma fa una certa impressione vedere questo filmato di Joshua Brown dedicato alla penisola di Coney Island, a Brooklyn, sconosciuta ai turisti italiani, che le preferiscono altre mete, nella Grande Mela, ma nota tra i newyorchesi, invece, per le sue giostre e per le spiagge popolari.
Sarà l’atimosfera già autunnale/invernale del filmato, sarà l’atmosfera un po’ ingrigita dovuta ad una tempesta in arrivo, ma il video dell’Isola dei Conigli (Coney deriva infatti dall’olandese Konjn, ‘coniglio’, perché ai tempi dei primi colonizzatori olandesi ne era piena) porta in sé una strana nostalgica magia.
Certo, a vederla così, non si penserebbe mai che proprio qua, nel 1870, l’immigrato di origine tedesca Charles Feltman inventò ha inventato l’hotdog. O che il primo Luna Park con questo nome è nato qua.
Video | Joshua Brown

Brutte notizie per tutti i i turisti che, giunti a New York, sperano di visitare la Statua della Libertà, il simbolo della città famoso in tutto il mondo. Lady Liberty, infatti, ha deciso di prendersi un anno sabbatico. O meglio, lo ha deciso l’ente che ne cura la manutenzione che, a partire dal prossimo 12 ottobre 2011, giorno in cui il monumento celebrerà il 125mo anniversario, la chiuderà per circa un anno, allo scopo di apportare alcune modifiche, ritenute ormai improrogabili, alle sue strutture di sicurezza.
In particolare, i lavori verteranno sulla creazione di una seconda scala da utilizzare in casi di emergenza. Ora come ora, non è infatti semplice gestire l’enorme flusso di turisti, la cui unica via di fuga, in caso di emergenza è una scala a chiocciola lunga ben 354 gradini. Già lo scorso mese, centinaia di persone, al suono di un allarme antincendio, sono state costrette a scendere, con tutti i rischi e gli imprevisti del caso.
Insomma, niente accesso alla statua per un periodo che potrà variare dai nove mesi ad anno. Peccato. Anche perché la corona era tornata ad essere visitabile solo da un anno. Nel frattempo, resterà possibile vedere il parco che circonda la statua, su Liberty Island. Ma certo, senza Lady Liberty non è proprio la stessa cosa…
New York sempre più connessa, se si dà retta alle ultime notizie che arrivano da oltre oceano. A pochissimi giorni dal comunicato relativo all’inizio dei lavori che porteranno la rete di telefonia cellulare ed il WiFi a funzionare, tra qualche anno, anche nella rete della metropolitana cittadina, è ora infatti un altro famoso mezzo di trasporto della Grande Mela a modernizzarsi per offrire connessioni WiFi gratuite al proprio interno (e non solo). Stiamo parlando dei ‘black cabs‘, o anche ‘livery cabs‘, come li chiamano da queste parti, ossia dei servizi di trasporto di persone su auto simili ai tradizionali taxi gialli newyorchesi ma che, a differenza di questi, sono di un altro colore (di solito nero, da qui il soprannome) e possono essere chiamati solo su prenotazione, e non direttamente per strada.
E’ di qualche ora fa la notizia che Alex Mashinsky, proprietario di una flotta di oltre 1.000 veicoli di questo tipo, ha intenzione di dotarli di connessione internet Wi-Fi gratuita entro l’inizio dell’autunno, grazie ad alcuni banner pubblicitari che copriranno le spese della navigazione. Questo è il presente, ma in futuro, visto che oltre che sui veicoli, connessione funziona anche un raggio di un centinaio di metri da essi, con le adeguate tecnologie, potrebbe rendersi possibile la creazione di una rete capace di garantire una connettività assai capillare per tutta la City. Oltre che il Wi-Fi, le auto avranno anche delle prese in cui ricaricare i device portatili, con oltre 10 diversi tipi di connettore.
Insomma, pare proprio che New York stia investendo molto sulla connettività. A noi, ovviamente, non può fare che piacere!
Via | Mashable
Video| 7online.com

Se vi doveste trovare a passare da Provincetown, in Massachusetts, notereste celebrazioni e colori, fuochi e coriandoli, per un centenario importante, quello del Pilgrim Monument, la torre costruita nel 1910 per ricordare l’approdo dei pellegrini del Mayflower nel porto cittadino.
La particolarità del monumento è presto detta: non avendo precisi riferimenti a cui ispirarsi, i costruttori scelsero di copiare la Torre del Mangia che domina Piazza del Campo a Siena.
Un sacrilegio riuscito solo a metà, dato che la copia americana oltre ad essere più bassa (77 metri contro 102) è anche meno bella, dato che venne costruito in granito e non in mattoni come il celebre originale toscano (realizzato tra il 1338 e il 1348, dai perugini Muccio e Francesco Di Rinaldo).
Foto | Flickr
Il territorio degli Stati Uniti è piuttosto esteso e tantissime sono le attrazioni alle quali varrebbe la pena di dedicare qualche ora della propria vacanza. Vista la distanza che le separa, se non disponete di un jet privato forse non riuscirete a vederle tutti in una volta… è quindi opportuno iniziare a stilare una lista dei luoghi da non perdere, in vista del prossimo tour degli States.
Ci aiuta Opentravel, con un elenco di 10 mete da non mancare, a tutto beneficio degli occhi e dello spirito: si parte dal Bryce Canyon National Park (Utah) e dalle sue eccezionali formazioni rocciose. Segue il Mount McKinley, il rilievo più alto degli Stati Uniti, che si trova in Alaska.
Il rosso Golden Gate Bridge di San Francisco è uno dei simboli più noti d’America mentre le bianche spiagge della Na Pali Coast, sono una delle zone più accoglienti delle Hawaii. Quello di New York è lo skyline più celebre e riconoscibile della nazione, con ben 48 edifici che superano i 200 metri di altezza, e le Fire Falls nello Yosemite National Park si incendiano solo in febbraio, a causa di un particolare effetto della luce solare.

A chi sogna l’America dei grandi spazi e grandi silenzi, basta pronunciare Route 66, per aprire le porte della fantasia e dei sogni. Ma l’America è grande, enorme, e disegnare route alternative, non così famose, ma ugualmente evocative, non è poi così difficile; basta ad esempio seguire il corso del Mississippi per disegnarne una.
La route si chiama The Great River Road, la Strada del Grande Fiume, e parte dal lago Itasca nel Minnesota per arrivare nel Golfo del Messico in Lousiana; almeno 5 giorni di viaggio per coprire le 2.968 miglia del GRR (4.766 chilometri), ma avendo più tempo, il consiglio è di viaggiare lenti, lenti (anche per la police non scherza con i limiti di velocità), per assaporare pienamente il viaggio.
Un viaggio che attraversa più e più volte il corso del fiume, che scende a mare attraversando 10 stati tra i meno conosciuti degli states, con il gusto della sorpresa, perchè oltre a città anonime (tipo la Springfield di Homer) e grandi campi coltivati, la Great River Road è capace di regalare passaggi tra le montagne, paludi, foreste di cipresso e fitti boschi di conifere, viste panoramiche da speroni calcarei, e decine di parchi e riserve faunistiche, magari con il ricordo delle avventure di Huck e Tom.