Scopri Villa Piercy in Sardegna, la dimora vittoriana costruita da un ingegnere gallese a Bolotana. Parco botanico con alberi esotici e storia affascinante.
C’è un angolo della Sardegna interna che non assomiglia a nulla di ciò che si immagina solitamente dell’isola: niente mare turchese, niente spiagge bianche, niente costa Smeralda. A Badde Salighes, nel comune di Bolotana, nella regione del Marghine, sorge invece una dimora che sembra estratta direttamente da un romanzo vittoriano — e che in effetti porta con sé tutto il rigore sobrio e la curiosità botanica tipici dell’Inghilterra dell’Ottocento. Villa Piercy in Sardegna è uno di quei luoghi che non si annunciano, che non fanno rumore, e che proprio per questo restano impressi.
Un ingegnere gallese nel cuore del Marghine
La storia di questa villa comincia con una figura fuori dal comune: un ingegnere gallese che, nell’Ottocento, scelse di costruire la propria residenza non sul continente europeo, ma in una delle aree più aspre e isolate della Sardegna. La scelta di Bolotana e della vallata di Badde Salighes non fu casuale: la zona offriva risorse naturali, un microclima favorevole rispetto alle pianure circostanti, e una solitudine che evidentemente rispondeva a una precisa visione del mondo.
La villa che ne risultò è un edificio in stile inglese dell’Ottocento, sobrio nell’architettura, privo degli eccessi ornamentali che caratterizzano molte dimore nobiliari italiane dello stesso periodo. Linee pulite, volumi composti, un senso di misura che racconta la provenienza culturale del suo costruttore meglio di qualsiasi documento. Intorno alla dimora, però, è il paesaggio a parlare più forte dell’edificio stesso.
Il parco botanico: dove la Sardegna incontra il mondo
Quello che rende Villa Piercy davvero singolare non è tanto l’architettura, quanto il giardino botanico che la circonda. Un parco costruito con la stessa mentalità enciclopedica e scientifica che caratterizzava i grandi giardini inglesi dell’epoca: una volontà di raccogliere, catalogare, far crescere specie provenienti da latitudini lontanissime, affiancandole alle piante autoctone della Sardegna.
→ Leggi anche: Quinta da Regaleira a Sintra: il palazzo portoghese dove una scala a spirale scende nelle viscere della terra
Il risultato è un insieme insolito di alberi esotici e secolari, varietà rare che convivono con la flora tipica del Marghine, e ibridi arborei che non ti aspetti di trovare in un bosco sardo. Camminare tra questi alberi significa attraversare una sorta di archivio vegetale vivente, dove ogni esemplare racconta un viaggio, un’importazione, una scommessa botanica riuscita nel corso di generazioni.
Le piante autoctone non sono state soppiantate ma integrate: il parco preserva specie locali accanto a quelle esotiche, creando una stratificazione che oggi ha un valore sia paesaggistico che scientifico. È un equilibrio raro, che richiede decenni — se non secoli — per affermarsi, e che a Badde Salighes si è consolidato nel tempo fino a diventare uno degli elementi più affascinanti dell’intera proprietà.
Il paesaggio del Marghine come cornice
Per capire Villa Piercy bisogna capire dove si trova. Il Marghine è una delle aree meno frequentate della Sardegna, un altopiano basaltico che separa il Nuorese dalla pianura di Sassari, con boschi fitti, pascoli aperti e una luce che cambia radicalmente rispetto alla costa. È una Sardegna rurale e silenziosa, lontana dai circuiti turistici più battuti.
Bolotana è un paese di poche migliaia di abitanti, inserito in un territorio che ancora oggi conserva una propria identità forte, fatta di tradizioni pastorali, architettura in pietra scura e una certa ritrosia verso il turismo di massa. In questo contesto, la presenza di una villa in stile inglese con un parco botanico esotico risulta ancora più straniante — e affascinante.
→ Leggi anche: Isola dei Cappuccini: il rifugio della Sardegna tra storia e natura
Non è un caso che la Sardegna interna abbia attirato viaggiatori curiosi già in epoche lontane. D.H. Lawrence visitò l’isola in treno nel 1921 e ne scrisse con un misto di meraviglia e straniamento, restituendo un ritratto dell’entroterra sardo che ancora oggi mantiene una certa attualità. Non esistono conferme documentate che Lawrence abbia visitato Villa Piercy in particolare, ma il tipo di Sardegna che descrisse — aspra, autentica, difficile da incasellare — è esattamente quella che si respira nel Marghine.
Come inserire Villa Piercy in un itinerario sardo
Chi organizza un viaggio in Sardegna pensando solo alla costa rischia di perdere una parte sostanziale dell’isola. Villa Piercy si presta bene come tappa di un itinerario che esplori la Sardegna centrale, magari combinando Bolotana con altri centri del Nuorese o con il vicino altopiano del Goceano.
La zona è raggiungibile in auto da Nuoro in circa un’ora, e da Sassari in un tempo simile. Non è una destinazione che si improvvisa: prima di partire conviene verificare le condizioni di visita direttamente attraverso i canali ufficiali, come il portale Sardegna Turismo, che raccoglie informazioni aggiornate sull’accessibilità e sulle eventuali aperture al pubblico.
Il periodo migliore per visitare questa area dell’isola è la primavera o l’inizio dell’autunno: il parco botanico è al massimo della sua espressività, le temperature sono miti, e il turismo costiero non crea quell’effetto di sovraffollamento che rende alcune mete sarde difficili da godere nei mesi estivi.
Villa Piercy non è un luogo che offre intrattenimento o servizi elaborati. È un posto da visitare con la disposizione giusta: quella di chi è disposto a fermarsi, a guardare un albero secolare senza sapere esattamente da dove viene, e a trovare un senso di straniamento positivo nel vedere quanto lontano possa arrivare la curiosità di un uomo che, nell’Ottocento, decise di piantare radici — letteralmente — in un angolo improbabile della Sardegna.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
