Trecento anni fa, il 28 ottobre 1726, un libro usciva dalle tipografie londinesi firmato da un certo Lemuel Gulliver, chirurgo di bordo — un nome di fantasia dietro cui si nascondeva uno degli ingegni più affilati del suo tempo. Quel libro erano i viaggi di Gulliver, o meglio Travels Into Several Remote Nations of the World, e il vero autore era Jonathan Swift, decano della Cattedrale di San Patrizio a Dublino, irlandese di nascita e satirico di vocazione. Nel 2026, l’anniversario tondo è diventato un’occasione concreta per tornare in Irlanda con uno sguardo diverso: non solo quello del turista che cerca pub e scogliere, ma quello di chi vuole camminare sui passi di uno scrittore che aveva qualcosa di preciso da dire sul potere, sull’arroganza umana e sull’assurdità del mondo.
Un romanzo nato già censurato
Pochi sanno che i viaggi di Gulliver arrivarono ai lettori in una versione già mutilata. L’editore Motte, preoccupato dalle possibili ritorsioni legali del governo britannico, censurò i passaggi politici più taglienti prima ancora che il libro raggiungesse le librerie. Swift lo scoprì, e reagì a modo suo: riempì i margini di una copia originale con correzioni a mano, ripristinando il testo autentico parola per parola.
Quella copia annotata esiste ancora. È custodita nella Armagh Robinson Library, una delle biblioteche storiche più affascinanti dell’isola, nel cuore di una città che molti viaggiatori in Irlanda del Nord tendono a sorpassare troppo in fretta. Vedere quei margini fitti di inchiostro significa guardare Swift al lavoro — o meglio, Swift in resistenza. È un documento letterario e politico al tempo stesso, e vale il viaggio da solo.
Dublino: la città che Swift non smise mai di amare e criticare
Swift era dublinese, anche se la sua Dublino era una città coloniale, attraversata da tensioni sociali che lui descriveva con una ferocia che ancora oggi sorprende. La Cattedrale di San Patrizio — dove ricoprì la carica di decano per decenni — è il punto di partenza naturale di qualunque itinerario swiftiano nella capitale irlandese. L’edificio, risalente al XII secolo, conserva tracce dirette della sua presenza: la sua tomba si trova all’interno, insieme a quella della donna che molti storici identificano come il grande amore della sua vita.
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Il quartiere intorno alla cattedrale, nel Liberties, era il cuore popolare della città settecentesca. Oggi è un mix di murales, mercati e nuovi locali, ma la struttura urbana conserva qualcosa di quella Dublino che Swift attraversava a piedi, osservava, criticava nei suoi pamphlet. Vale la pena camminarlo lentamente, magari con in tasca una copia tascabile dei viaggi di Gulliver — non per fare turismo letterario di maniera, ma per capire da dove nasceva quella satira così precisa.
Armagh e Belfast: l’Irlanda del Nord nel percorso swiftiano
Il viaggio letterario legato ai viaggi di Gulliver non si esaurisce a Dublino. Armagh, città ecclesiastica per eccellenza, è una tappa che sorprende: piccola, raccolta, con due cattedrali che si fronteggiano su colline opposte — una cattolica, una anglicana — e una biblioteca storica che custodisce quella copia postillata di Swift di cui si diceva. La Armagh Robinson Library è visitabile e rappresenta uno di quei luoghi dove la storia della letteratura diventa concreta, fisica, quasi tattile.
Belfast completa il triangolo geografico dell’anniversario. La città ha cambiato volto negli ultimi decenni in modo radicale, e oggi offre una scena culturale vivace, con musei, gallerie e spazi che celebrano la storia letteraria dell’isola in modo tutt’altro che polveroso. Nel 2026, l’anniversario dei trecento anni ha dato impulso a mostre e iniziative che toccano tutti e tre questi centri — un buon motivo per costruire un itinerario che li colleghi, magari in tre o quattro giorni.
Come organizzare un itinerario letterario in Irlanda
Un percorso che tocchi Dublino, Armagh e Belfast è geograficamente compatto e si presta bene a chi ha una settimana a disposizione, o anche solo cinque giorni intensi. Dublino merita almeno due notti, con il tempo di visitare la cattedrale, esplorare il Liberties e magari fermarsi alla pagina dedicata di Tourism Ireland per aggiornamenti sulle iniziative legate all’anniversario. Da Dublino, Armagh si raggiunge in circa un’ora e mezza di auto, e Belfast è a poco più di due ore.
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Non è un itinerario che richiede un’auto necessariamente: i collegamenti in pullman tra le tre città sono frequenti, anche se i tempi si allungano. Chi preferisce muoversi in treno può combinare Dublino-Belfast con l’Enterprise, il collegamento ferroviario diretto tra le due capitali — uno dei più scenografici dell’isola, con il tratto costiero che attraversa Drogheda e Dundalk.
- Dublino: Cattedrale di San Patrizio, quartiere Liberties, Chester Beatty Library (per il contesto storico-letterario)
- Armagh: Armagh Robinson Library, le due cattedrali, il centro storico a piedi
- Belfast: Ulster Museum, quartiere Cathedral Quarter, iniziative legate all’anniversario swiftiano
Il periodo migliore per questo tipo di viaggio è la primavera o l’inizio dell’autunno — non per il meteo, che in Irlanda rimane imprevedibile in ogni stagione, ma perché le città sono più vivibili, meno affollate rispetto all’estate, e molte delle iniziative culturali legate all’anniversario si concentrano in questi mesi.
Cosa rimane di Gulliver, trecento anni dopo
I viaggi di Gulliver vengono spesso ricordati come un libro per ragazzi — Lilliput, i giganti, le isole volanti. Ma Swift non scrisse mai per bambini. Scrisse per smontare l’Europa del suo tempo, le sue guerre assurde, la sua politica corrotta, la sua scienza presuntuosa. Il fatto che il libro sia sopravvissuto trecento anni, sia stato tradotto in decine di lingue e continui a essere letto è la prova che quella satira aveva un bersaglio più largo di qualunque momento storico specifico.
Visitare i luoghi irlandesi legati a Swift non è un esercizio di nostalgia. È un modo per capire da dove viene una certa tradizione di pensiero critico — quella che guarda al potere con sospetto, che usa l’ironia come strumento di resistenza, che non si fida delle grandi narrazioni ufficiali. In questo senso, camminare per il Liberties di Dublino o sfogliare con gli occhi i margini annotati di Armagh è ancora un atto sorprendentemente attuale.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
