La Rocchetta Mattei in Emilia-Romagna riapre al pubblico l'ala arabo-moresca dopo 30 anni di chiusura, rivelando spazi orientalisti e architetture straordinarie del conte
C’è un angolo dell’Appennino bolognese che per trent’anni ha custodito in silenzio alcune delle sue stanze più straordinarie. La Rocchetta Mattei, il castello eclettico e visionario di Grizzana Morandi, in Emilia-Romagna, riapre nel 2026 l’ala arabo-moresca al pubblico, dopo decenni di chiusura che avevano reso quell’ala quasi leggendaria tra gli appassionati di architettura storica e turismo culturale. Un ritorno che vale il viaggio.
Un castello nato dall’immaginazione di un conte
Per capire cosa rende la Rocchetta Mattei un caso unico nel panorama dei castelli italiani, bisogna partire dall’uomo che la fece costruire: il conte Cesare Mattei, figura eccentrica e colta del XIX secolo, medico omeopata convinto e mecenate appassionato. Fu lui a concepire questo complesso architettonico sull’Appennino bolognese come un luogo capace di contenere mondi distanti — l’Europa medievale, l’Oriente islamico, l’architettura araba e quella gotica — mescolati in un’unica visione personale e coerente, almeno nella sua logica interna.
Il risultato è un edificio che non assomiglia a nulla di ciò che lo circonda. Torri merlate si affiancano a cupole di ispirazione moresca, cortili decorati con geometrie arabescate convivono con sale di gusto neoromanico. Non è un castello nel senso militare del termine: è piuttosto un manifesto architettonico, la materializzazione di un’idea di bellezza che il conte Mattei coltivò per decenni.
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L’ala arabo-moresca: la parte più caratteristica del complesso
Tra tutte le sezioni della Rocchetta Mattei, l’ala arabo-moresca è sempre stata considerata la più rappresentativa e la più evocativa. È qui che l’orientalismo del conte Mattei si esprime con maggiore intensità, con spazi progettati per evocare atmosfere lontane, influenzate dall’architettura islamica dell’Andalusia e del Maghreb. Per circa trent’anni questa parte del castello è rimasta inaccessibile al pubblico, chiusa durante lavori e vicissitudini che si sono protratti ben oltre le aspettative.
Il 2026 segna quindi una svolta concreta: i lavori di restauro condotti sull’ala arabo-moresca e sul giardino storico del complesso hanno portato alla riapertura di questi spazi, restituendo ai visitatori una porzione del castello che molti conoscevano solo per fotografie o per racconti tramandati. Per chi aveva già visitato la Rocchetta in passato, è un motivo valido per tornarci. Per chi non l’ha mai vista, è l’occasione migliore per farlo.
La Fondazione Carisbo e il restauro che ha reso possibile tutto questo
Il castello è oggi di proprietà della Fondazione Carisbo, che ne gestisce la conservazione e la fruizione pubblica. È grazie all’impegno della Fondazione che i lavori di restauro sull’ala arabo-moresca e sul giardino storico sono stati portati a termine, rendendo possibile questa riapertura. Un intervento che non riguarda solo la manutenzione dell’edificio, ma la restituzione di un patrimonio culturale alla comunità e ai visitatori che ogni anno raggiungono Grizzana Morandi per vedere questo castello fuori dall’ordinario.
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Il restauro di un sito come la Rocchetta Mattei — con le sue superfici decorate, i materiali eterogenei, le strutture che mescolano tecniche costruttive diverse — è un lavoro complesso, che richiede competenze specialistiche e tempi lunghi. Il fatto che l’ala arabo-moresca sia ora di nuovo accessibile al pubblico rappresenta un risultato significativo per il patrimonio architettonico dell’Emilia-Romagna.
Come organizzare la visita: prenotazione obbligatoria
Se stai pensando di includere la Rocchetta Mattei in un itinerario emiliano o in un weekend sull’Appennino bolognese, tieni presente un dettaglio fondamentale: l’ingresso è possibile solo su prenotazione. Non si tratta di un museo a ingresso libero, e presentarsi senza aver riservato il proprio posto rischia di significare una visita saltata. Tutte le informazioni per prenotare sono disponibili sul sito ufficiale della Rocchetta Mattei.
Grizzana Morandi si trova nell’Appennino tosco-emiliano, a circa un’ora da Bologna. La zona è percorribile in auto lungo strade che attraversano paesaggi collinari interessanti, e il castello stesso è immerso in un contesto naturale che contribuisce all’effetto complessivo della visita. Vale la pena considerare una mezza giornata dedicata, o anche una giornata intera se si vuole esplorare con calma sia gli interni sia il giardino storico restaurato.
La riapertura dell’ala arabo-moresca trasforma questa già notevole meta in qualcosa di ancora più completo. Trent’anni sono un tempo lungo: ritrovare quegli spazi restituiti alla loro funzione originaria — quella di essere visti, percorsi, vissuti — è il senso più diretto di ciò che il restauro del patrimonio storico dovrebbe fare.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
