Un corridoio di chirurgia pediatrica, tra équipe al lavoro e famiglie in attesa, richiama la collaborazione per interventi complessi.
Due bambine lombarde, una di 18 mesi con un raro tumore del rene e una di due anni e mezzo con un sarcoma addominale, sono state operate nei giorni scorsi al Policlinico di Milano per rimuovere masse tumorali aggressive, in due interventi ravvicinati eseguiti con il supporto dell’Istituto nazionale dei tumori. Due storie diverse, finite nella stessa settimana tra le sale operatorie e i corridoi della Chirurgia pediatrica, dove il lavoro delle équipe ha richiesto decisioni rapide, competenze incrociate e una gestione molto delicata anche per le famiglie.
Tumore del rene di 12 centimetri rimosso a una bambina di 18 mesi
Il primo intervento ha riguardato una bambina di 18 mesi affetta da una rara neoplasia renale che, secondo quanto riferito dal Policlinico di Milano, stava già interessando anche fegato e diaframma. La massa, di circa 12 centimetri e quasi un chilo di peso, è stata rimossa nello storico padiglione Alfieri da Alfredo Berrettini, direttore dell’Urologia pediatrica dell’ospedale milanese.
La situazione, hanno spiegato dal Policlinico, era “estremamente delicata” e ha richiesto il coinvolgimento di più specialisti. Accanto agli urologi pediatrici hanno lavorato gli anestesisti, gli esperti della ricostruzione del diaframma e il team di Chirurgia generale e trapianti di fegato diretto da Cristiano Quintini. Un passaggio decisivo, in sala, è stato preservare funzionalità e anatomia del fegato. Non un dettaglio tecnico, per una paziente così piccola.
Il caso era stato discusso prima dell’operazione dalle équipe del Policlinico insieme ai colleghi dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano. All’intervento ha preso parte anche Davide Biasoni, chirurgo urologo dell’Int. La scelta chirurgica, in base alla valutazione condivisa, è stata indicata come la via più efficace per aumentare le possibilità di guarigione.
Sarcoma all’addome, operazione urgente su una bambina di due anni e mezzo
A pochi giorni di distanza, nello stesso ospedale, una seconda bambina di due anni e mezzo è stata sottoposta a un intervento urgente per un sarcoma localizzato nella regione anteriore dell’addome. La massa, di circa 6 centimetri, è stata asportata con un’operazione che ha previsto anche la ricostruzione della parete addominale.
L’intervento è stato eseguito da Ernesto Leva, direttore della Chirurgia pediatrica e del dipartimento Area Materno-infantile del Policlinico, con la collaborazione di Marco Fiore, specialista dell’Istituto nazionale dei tumori nel trattamento dei sarcomi. Per i medici si trattava di una forma tumorale tra le più insidiose in età pediatrica, e per questo — riferisce la nota dell’ospedale — si è deciso di procedere senza attendere.
Le due piccole pazienti e le loro famiglie, entrambe residenti in Lombardia, si sono incrociate nel reparto di degenza. Pochi metri, gli stessi orari di visita, la stessa attesa fuori dalle stanze. Al Policlinico spiegano però che casi simili potrebbero arrivare da qualunque regione, perché il dipartimento materno-infantile è considerato un centro di riferimento nazionale per i tumori solidi pediatrici.
La rete tra Policlinico e Istituto nazionale dei tumori
“Di fronte a situazioni così complesse in bambini così piccoli, la strategia vincente è aprirsi alla condivisione delle conoscenze”, ha detto Ernesto Leva al termine di una settimana definita impegnativa in sala operatoria. Il medico ha sottolineato il valore del lavoro comune tra chirurghi, anestesisti, oncologi pediatrici e personale sanitario, con un obiettivo dichiarato: mettere al centro il bene dei pazienti pediatrici.
Da anni il Policlinico di Milano e l’Int hanno una convenzione per la gestione dei tumori solidi infantili. Le équipe condividono i casi con la Pediatria oncologica dell’Istituto, diretta da Maura Massimino, e seguono circa 40 pazienti all’anno, un numero rilevante per patologie rare in età pediatrica. “È un esempio di rete tra ospedali”, ha spiegato Leva, “dove per noi operatori è un onore mettere al servizio dei piccoli le conoscenze acquisite anche all’estero”.
Gustavo Galmozzi, presidente della Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano, ha parlato di una collaborazione che consente a due Irccs di integrare competenze e risorse. “Costruire percorsi di cura sempre più efficaci”, ha osservato, significa rispondere anche ai bisogni più complessi. Una formula istituzionale, certo. Ma dietro ci sono bambini, genitori, decisioni da prendere in tempi stretti.
Il ruolo delle équipe e il percorso di cura dopo l’intervento
Nel racconto del Policlinico c’è anche il lavoro degli infermieri di sala operatoria e dei professionisti del reparto di Chirurgia pediatrica, figure spesso meno visibili ma centrali nella gestione di interventi di questa complessità. Leva ha evidenziato il loro ruolo nella cura quotidiana, anche sul piano umano: molti sono madri o padri, ha confidato, e devono saper governare l’impatto emotivo davanti a situazioni difficili.
Matteo Stocco, direttore generale del Policlinico di Milano, ha richiamato l’importanza di un ospedale capace di unire discipline diverse, tecnologie aggiornate e continuità assistenziale. Le famiglie, ha spiegato, possono essere accompagnate nel tempo, perché il Policlinico garantisce cure specialistiche nelle diverse età della vita e consente il monitoraggio dei piccoli pazienti fino all’età adulta.
Maria Teresa Montella, direttore generale della Fondazione Irccs Int di Milano, ha indicato questi casi come esempi della necessità di modelli organizzativi stabili per le patologie oncologiche pediatriche a bassa frequenza. Marco Giachetti, presidente del Policlinico, ha infine ringraziato le équipe: “Storie come queste raccontano il senso più profondo del nostro essere Policlinico: mettere competenze, ricerca e capacità di fare rete al servizio dei pazienti, soprattutto quando sono così piccoli e fragili”.
