Degustazione di gelato artigianale tra operatore e buyer internazionale in un padiglione fieristico, al centro del business del made in Italy.
Il gelato artigianale italiano cresce nei consumi nel 2026 e il Sigep World di Rimini, in programma dal 23 al 27 gennaio 2027, punta a raddoppiare i top buyer internazionali per rafforzare l’export del food made in Italy, dal gelato alla pizza, dal pane al caffè, in una fase in cui la domanda tiene ma i margini delle imprese restano sotto pressione.
Sigep World 2027, Rimini prepara una fiera più internazionale
La 48esima edizione di Sigep World, organizzata da Italian Exhibition Group, ripartirà dai numeri registrati nel 2026: 1.300 brand, 138mila metri quadrati di superficie espositiva, 30 padiglioni e operatori arrivati da 160 Paesi. Quasi un visitatore su quattro, secondo i dati diffusi dagli organizzatori, proveniva dall’estero. Non un dettaglio, per una manifestazione nata attorno al gelato e poi allargata a pasticceria, panificazione, pizza, cioccolato e caffè.
L’obiettivo dichiarato, questa volta, è più ambizioso: portare i top buyer da 502 nel 2026 a circa mille nel 2027, anche grazie al maggiore coinvolgimento di Agenzia Ice e Maeci. Nella scorsa edizione, i buyer selezionati da 74 Paesi avevano generato 5.851 business meeting, un dato che gli organizzatori considerano una base di partenza. Nel mirino ci sono soprattutto catene retail, operatori del travel catering e gruppi dell’hôtellerie di lusso, settori che negli ultimi anni hanno aumentato l’interesse per prodotti e tecnologie legati al food italiano.
Gelato artigianale, consumi in aumento ma margini più stretti
Tra le filiere presenti a Sigep Rimini, il gelato artigianale resta il baricentro. Il giro d’affari generato dal comparto, secondo i dati diffusi in occasione della manifestazione, vale 3,1 miliardi di euro; la cifra sale a 4,9 miliardi se si sommano anche macchinari e ingredientistica. È un ecosistema fatto di laboratori, fornitori, tecnici, piccole imprese familiari e marchi ormai presenti su più mercati. Una filiera larga, insomma.
Il caldo della stagione estiva ha sostenuto i consumi, ma non ha risolto il nodo dei costi. Secondo le stime riportate da Claudio Pica, segretario generale dell’Associazione italiana gelatieri — realtà che conta oltre 3.800 esercizi iscritti — l’aumento medio dei consumi di gelato, a volume, è stato pari al 2% rispetto alla stagione turistica 2025. “Possiamo suddividere l’Italia in tre zone”, ha spiegato Pica: nelle aree balneari la crescita sarebbe stata del 12%, mentre nelle zone residenziali si sarebbe attestata intorno all’8%. Nei pomeriggi più caldi, ha aggiunto, la scelta dei clienti si è spostata spesso su granite e sorbetti.
Il punto più delicato resta però la redditività. L’Aig stima una flessione dei margini delle gelaterie del 6%, legata soprattutto ai costi di energia elettrica, raffrescamento e personale qualificato. Anche i prezzi al banco hanno risentito del quadro generale: “Da marzo il prezzo del gelato artigianale è aumentato di due euro al chilo”, ha detto ancora Pica, aggiungendo che l’adeguamento è in linea con quanto avvenuto anche nel segmento del gelato industriale. Più volumi, dunque. Ma non per forza più guadagni.
Export in crescita, il made in Italy cerca nuovi canali
Sul fronte internazionale, i dati Ice-Eurostat indicano nel primo trimestre 2026 un aumento dell’export di gelato del 19% rispetto allo stesso periodo del 2025: 121 milioni di euro contro 102 milioni. Un segnale letto dagli operatori come conferma della forza del prodotto italiano, ma anche della necessità di presidiare mercati sempre più competitivi. La domanda estera c’è, spiegano nel settore, ma richiede continuità, distribuzione, formazione e capacità di adattare l’offerta ai gusti locali.
È qui che Sigep World 2027 prova a cambiare passo, spostandosi da fiera di settore a piattaforma di relazioni commerciali attive durante l’anno. “Il raddoppio dei top buyer con esperienze dedicate segna la trasformazione di Sigep World”, ha dichiarato Ilaria Cicero, Global exhibition director della Divisione Food & Beverage di Ieg e Ceo di Ieg Asia a Singapore. La manifestazione, ha spiegato, è ormai “un network globale che costruisce tutto l’anno relazioni tra imprese, mercati e culture”, con un’offerta che copre la filiera dalle materie prime alle tecnologie più avanzate.
Dalla pizza al caffè, la filiera italiana si presenta unita
Non ci sarà soltanto il gelato nei padiglioni di Rimini. La prossima edizione metterà insieme pane, pizza, pasticceria, cioccolato e caffè, comparti diversi ma spesso collegati dagli stessi canali commerciali e dalla stessa immagine del food made in Italy all’estero. Per molte imprese, soprattutto piccole e medie, il salone resta un luogo di contatto concreto: appuntamenti fissati, macchine in funzione, campioni da assaggiare, contratti discussi tra uno stand e l’altro.
Gli organizzatori annunciano anche un nuovo Guest Country, un International Pavilion, delegazioni estere e programmi di business matchmaking. Formule tecniche, certo, ma decisive per intercettare compratori selezionati e trasformare l’interesse in ordini. A gennaio, quando Rimini tornerà a riempirsi di operatori e buyer, il settore arriverà con un doppio messaggio: i consumi tengono, l’estero cresce, ma la pressione su costi e prezzi continua a pesare sui conti delle imprese. Ed è su questo equilibrio, fragile ma ancora favorevole, che il Sigep 2027 costruirà la sua prossima edizione.
