Le Concerie di Fès: quando la terracotta sussurra storie di artigianato millenario

Ci sono luoghi che non si capiscono subito, che vanno guardati dall’alto prima di scendere a capirli da vicino. Le concerie di Fès sono esattamente così: una distesa di vasche rotonde, dipinte di giallo, rosso e blu, incassate tra i tetti piatti della medina, che dall’alto sembrano quasi un’installazione contemporanea. E invece quello che si vede è un processo artigianale che risale almeno al IX secolo, rimasto sostanzialmente invariato mentre il mondo attorno cambiava completamente.

Un’industria antica nel cuore della medina

La medina di Fès è uno dei centri storici abitati più complessi del mondo: circa 9.500 tra strade e vicoli si intrecciano in un sistema urbano che disorienterebbe chiunque non la conosca. In questo labirinto di terracotta, calce e legno intagliato, le concerie occupano da secoli un posto fisso, quasi immutabile. Le più celebri si trovano nel quartiere di Chouara, dove la lavorazione della pelle è documentata almeno dall’XI secolo.

Il processo che si osserva oggi è lo stesso tramandato di generazione in generazione: le pelli animali vengono prima ammorbidite in vasche con sostanze naturali, poi tinte con coloranti estratti da piante e minerali. I colori che dominano il paesaggio visivo delle concerie non sono casuali: il giallo viene dallo zafferano, il rosso dal papavero, il blu dall’indaco. Tre pigmenti naturali che, visti dall’alto, trasformano le vasche in una tavolozza da pittore.

La Chouara, patrimonio riconosciuto

La conceria Chouara è la più antica e la più visitata di Fès. È anche quella che meglio conserva la struttura originale: vasche in pietra disposte su più livelli, artigiani che lavorano a piedi nudi dentro le tinture, pelli stese ad asciugare sui tetti. Il sito è riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, un riconoscimento che ha contribuito ad attirare visitatori da tutto il mondo pur non stravolgendone la funzione produttiva.

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Questo è forse l’aspetto più sorprendente: la Chouara non è un museo. È ancora una conceria attiva, dove si produce davvero pelle destinata al mercato locale e all’esportazione. Le borse, le babouche — le tipiche pantofole marocchine — e le cinture che si trovano nei negozi della medina spesso provengono da questo processo. Visitarla significa assistere a qualcosa di reale, non a una ricostruzione.

Come si visita: i balconi sui negozi di pelle

L’accesso alle concerie non avviene direttamente dall’interno, ma attraverso i negozi di pelletteria che si affacciano su di esse. Molti di questi negozi offrono l’accesso gratuito ai terrazzi in cambio di una visita agli articoli in vendita — una dinamica che vale la pena accettare con spirito aperto, senza sentirsi obbligati all’acquisto.

Dal terrazzo si ha la visuale migliore sulle vasche. È da lì che si capisce la geometria del luogo, la disposizione delle tinture, il ritmo del lavoro. È consigliabile visitare le concerie nelle ore centrali della mattina, quando la luce naturale esalta i colori delle vasche e l’attività è più intensa. Nel pomeriggio tardo la luce cala rapidamente e molti artigiani terminano il turno.

Un dettaglio pratico: tradizionalmente i negozi offrono ai visitatori un rametto di menta da tenere sotto il naso durante la visita, per attenuare gli odori del processo di concia. Non è folklore — il processo di trattamento delle pelli produce effettivamente odori intensi, soprattutto nelle stagioni più calde.

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Fès oltre le concerie: cosa vale la pena vedere nelle vicinanze

Arrivare alle concerie di Fès significa già trovarsi nel cuore della medina, e sarebbe un errore non dedicare almeno una mezza giornata al quartiere circostante. La madrasa Bou Inania, con i suoi stucchi e le sue decorazioni in legno di cedro intagliato, è a pochi minuti a piedi. La moschea dei Qarawiyyine, fondata nel IX secolo, è considerata da molti storici la sede universitaria più antica del mondo — anche se l’accesso all’interno è riservato ai fedeli musulmani.

Il souk degli artigiani che circonda le concerie è anche un’ottima area per acquistare pelletteria direttamente dai produttori, con prezzi che tendono a essere più vicini al valore reale rispetto alle botteghe turistiche dell’ingresso alla medina. La contrattazione è parte della cultura locale e viene accettata con naturalezza.

Per chi arriva dall’Italia, Fès è raggiungibile con voli diretti da diversi aeroporti italiani verso l’aeroporto internazionale di Fès-Saïss, con tempi di volo che si aggirano intorno alle tre ore. La città si esplora meglio in almeno due o tre giorni, per non ridurla a un’unica tappa frettolosa.

Le concerie di Fès funzionano come una specie di bussola per capire la città: mostrano che Fès non è una destinazione che si svela subito, ma che richiede tempo, attenzione e una certa disponibilità a perdersi. Chi accetta queste condizioni trova qualcosa di difficile da trovare altrove — un luogo in cui il passato non è conservato sotto una campana di vetro, ma è ancora vivo, colorato e operoso.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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Redazione
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