Itinerari in Puglia: Alberobello e i trulli

E' un villaggio incantato Patrimonio dell'Umanità. Ecco il viaggio di Blogo alla scoperta di un gioiello unico della Valle d'Itria

Non poteva non essere Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Si tratta di Alberobello, comune delle Puglia in provincia di Bari, famosa in tutto il mondo per i suoi Trulli, antiche costruzioni dalla caratteristica struttura che hanno reso questa città affascinante e meta turistica da ogni parte del mondo.
Il suo nome deriva dall'antico greco ???????,"trulos", ovvero “cupola” e indica delle antiche costruzioni coniche in pietra a secco - cioè senza l'uso di malta - di origine preistorica. La pietra usata per le costruzioni era ricavata dalle rocce calcaree dell’altopiano delle Murge.
Situata nell'entroterra barese, Alberobello è la città con il maggior numero di Trulli tenuti ancora in ottime condizioni, sebbene risalgano probabilmente alla metà del XIV secolo.
Questa particolare costruzione, secondo fonti archeologiche, venne imposta ai contadini nel XV secolo dai Conti di Conversano, per sfuggire a un editto del Regno di Napoli che imponeva tributi a ogni nuovo insediamento urbano. Perciò, costruendo questi edifici, costituiti principalmente da una stanza, si cercava di scampare alle tasse, visto che erano molto precari. In realtà la loro struttura si è rivelata tutt'altro che precaria, visto che sono sopravvissuti fino ad oggi.

I trulli hanno una pianta circolare e sia per il materiale utilizzato che per la mancanza di finestre sono un luogo molto fresco in estate e caldo in inverno.
Alberobello fa parte della cosidetta Terra dei Trulli, o Puglia dei Trulli, alla quale appartegono anche i comuni di Locorotondo, Noci, Castellana Grotte, Conversano, Putignano, Polignano a Mare e Monopoli della provincia di Bari; Fasano, Ostuni, Cisternino e Ceglie Messapica in provincia di Brindisi; Martina Franca in provincia di Taranto.

Itinerari in Puglia: Alberobello e i trulli


13 ottobre 2014

a cura di si.sol

Un'atmosfera da villaggio incantato: difficile trovare altre parole per descrivere Alberobello, comune della provincia di Bari noto non solamente in Italia. Dal 1996 l'Unesco ha infatti trasformato questo centro abitato incastonato nel cuore della Valle d'Itria in Patrimonio dell'Umanità. Facile immaginare il motivo: i suoi trulli, elementi architettonici unici al mondo che ad Alberobello formano due interi quartieri della città. Blogo è andato a scoprire per voi la storia e l'unicità di questo luogo incantato e ora è pronto a raccontarvi cosa ha scoperto.

Partiamo dal nome della città. Come ci ha spiegato la nostra guida non bisogna farsi trarre in inganno: la località non deve il suo nome alla bellezza dei suoi alberi, ma al fatto che il legname ottenuto dai boschi che ricoprivano un tempo questi territori veniva utilizzato per produrre strumenti di guerra (la parola latina bellum significa infatti "guerra"). Nel XVI secolo i signori del posto (i Conti Acquaviva di Conversano) autorizzarono i contadini che avevano iniziato a coltivare il terreno a costruire delle abitazioni con le rocce calcaree rimosse dalla terra. Per evitare di dover pagare al re il tributo per le nuove case i Conti imposero però la costruzione a secco, senza alcun materiale legante (per intenderci, solo mattoni senza malta). In questo modo i contadini potevano facilmente distruggere le abitazioni, mostrando così agli occhi degli ispettori semplici cumuli di pietra. Passata l'ispezione, i trulli potevano nuovamente risorgere dalle macerie.

La vita degli alberobellesi scorreva così, tra demolizioni e ricostruzioni, senza che nessuno ne riconoscesse l'esistenza. Proprio per uscire da questa situazione e reclamare un'identità nel 1797 un gruppo di contadini si rivolse direttamente al re Ferdinando IV di Borbone, che nel maggio dello stesso anno decretò la libertà di Alberobello.  Questa storia rimane visibile agli occhi dei visitatori. La collina una volta ricoperta dagli "alberi della guerra" è quella oggi dominata dal rione Monti, l'agglomerato più esteso di trulli visibile dalla terrazza del belvedere. E proprio a lato della terrazza si trova il palazzo degli Acquaviva, un tempo vigilante sulla sorte dei contadini e delle loro abitazioni e oggi contrapposto alla poco lontana Casa D'Amore, la prima abitazione costruita con materiale legante dopo il regio decreto che diede finalmente agli alberobellesi la possibilità di venire a meno all'obbligo di costruire a secco. Oggi il palazzo e la Casa D'Amore (che prende il nome dal suo fondatore) sembrano entità distinte, ma si racconta che all'epoca in cui fu costruita la seconda puntava sfrontatamente proprio contro la residenza dei Conti.

Un luogo unico


Trulli

In realtà i trulli non si trovano solo ad Alberobello. Nelle campagne circostanti è facile incontrarne, ma la caratteristica che è valsa a questo comune della Valle d'Itria il titolo di Patrimonio dell'Umanità è la loro elevata concentrazione, unica in tutto il mondo.

Ad Alberobello i trulli originali sono più di 1.400, circa mille dei quali sono raggruppati nel rione Monti, il più turistico dei rioni storici della cittadina. Qui si trovano negozi di souvenir, botteghe di artigiani che realizzano trulli in miniatura e strutture alberghiere, mentre il rione Aia Piccola è una zona residenziale più tranquilla in cui è possibile provare ad immergersi nell'atmosfera tipica del trullo.

Proprio visitando l'Aia Piccola abbiamo potuto scoprire più da vicino le caratteristiche di queste abitazioni. I loro spessi muri permettono di isolare l'ambiente interno da quello esterno, mantenendolo fresco anche quando fuori fa molto caldo come è capitato durante la nostra visita. Purtroppo, però, la costruzione a secco non permette di aprire porte e finestre troppo ampie; il rischio sarebbe il crollo dell'intera struttura. Per ovviare a questa scarsa illuminazione naturale le pareti interne sono spesso dipinte di bianco.

All'interno un ambiente principale fa da perno attorno al quale si sviluppano eventuali altre stanze, un tempo sovraffollate. In un unico ambiente potevano infatti convivere anche più di 15 persone insieme ai loro animali; le alcove venivano ricavate tra le spesse pareti di roccia. Un locale in più poteva essere ricavato in una sorta di sottotetto, ma non esistevano veri e propri trulli a più piani. L'unica eccezione è il Trullo Sovrano, così chiamato proprio perché è il più grande e l'unico a due piani dell'antica Alberobello.

Guardando il trullo dall'esterno è possibile apprezzarne altre tipiche caratteristiche. Il tetto a cono è spesso decorato da simboli di buon auspicio, mentre la forma del pinnacolo alla sua sommità stava in origine ad indicare il mastro trullaro che si era occupato della costruzione. Un ingegnoso sistema di raccolta dell'acqua piovana permetteva di riempire le cisterne delle abitazioni, mentre nemmeno una goccia finiva per bagnare gli occupanti della casa.

Una convivenza tra tradizione e modernità


La nuova Alberobella

Accanto ai trulli dei rioni Monti e Aia Piccola, gli unici Patrimonio dell'Umanità, nel quartiere più moderno continuano a sorgere nuove costruzioni che pur sembrando veri e propri trulli in realtà non lo sono. La regola dell'edificazione a secco e gli altri vincoli imposti dall'Unesco sono infatti validi solo per i due rioni storici. L'atmosfera magica di Alberobello ne supera però i confini e avvolge l'intera cittadina.

I nostri consigli di viaggio


Chiesa a Trullo

Vale la pena di raggiungere Alberobello in automobile: la Puglia è una terra da gustare non solo a tavola (potete scoprire qui alcuni dei suoi prodotti tipici, in grado di coniugare gola e alimentazione sana, che abbiamo incontrato durante il nostro viaggio), ma anche con gli occhi. Attraversando la Valle d'Itria e l'altopiano della Murgia è facile rendersene conto e Alberobello, visitabile in una sola giornata, può rappresentare solo una delle tappe di un viaggio alla scoperta di questa terra di sapori e tradizioni.

Vi consigliamo però di fermarvi almeno una notte in zona per provare l'esperienza di dormire in un trullo. Noi abbiamo scelto una struttura fuori dal centro di Alberobello, un trullo dotato di tutti i comfort ma ancora intriso dell'atmosfera tipica di queste strutture abitative, incastonato in un agriturismo. Una notte, insomma, all'insegna della natura che permette di scoprire l'altra faccia del trullo, quella isolata nelle campagne.

In città, nel rione Monti, vale una visita la Chiesa a Trullo dedicata a Sant'Antonio. Altra tappa interessante è quella alla Basilica dei Santi Medici Cosma e Damiano, scenario di celebrazioni tradizionali e meta di veri e propri pellegrinaggi dai paesi circostanti in occasione della festa patronale che ricorre ogni anno il 27 settembre.

I trulli di Alberobello


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Foto | @si.sol. @aspinellibarrile

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