
Il periodo di Pasqua, la classica doppietta domenica - lunedì che ogni anno cade in un momento diverso, non è proprio il migliore per un weekend fuori porta, vista l’alta probabilità di trovare code e folla se c’è bel tempo e quella di tornare zuppi e incavolati se piove.
Stando al meteo la domenica di Pasqua e il lunedì di Pasquetta non saranno illuminate da un sole splendente, almeno non in tutta Italia. Domenica 8 aprile, secondo le previsioni attuali, le nuvole copriranno il cielo di ogni regione e solo nel pomeriggio Piemonte, Liguria e Lombardia rivedranno il sole. Allo stesso tempo buona parte del centro sarà generosamente innaffiata da gonfie nubi nere che bombarderanno anche il sud, Sicilia compresa, con temperature che arriveranno al massimo a 18 gradi. Pur con comprensibile sollievo per l’agricoltura e gli acquedotti cittadini, avremmo preferito altri weekend per la ripresa delle precipitazioni che mancano da mesi….
Lunedì 9 aprile solo parte degli abitanti di Liguria ed Emilia (e forse della Lombardia) avranno bisogno degli occhiali da sole mentre per il resto della Penisola basteranno quelli da vista. Volendo pianificare una gitarella bisogna controllare attentamente le previsioni per le singole città, tenendo a mente che a volte bastano pochi chilometri per trovare il sole o uno scroscio che ti blocca in auto mandando a monte la grigliata preparata tanto meticolosamente.
Già, l’automobile. Potendo sarebbe meglio scegliere il treno, magari sfruttando l’offerta Tutta Italia a 9 euro di Trenitalia: con la benzina a 1,9 euro e il diesel a 1,78 con quella cifra, in auto, non si arriva molto lontano.
Se avete già deciso dove andare a Pasqua sfidando il clima e gli elementi, scrivetecelo su Facebook, magari vi rubiamo l’idea.
Foto | Flickr
Quest’anno, in Romagna, l’estate sembra già arrivata: gli albergatori locali, tra cui quelli del consorzio Adriasol di Cervia, Milano Marittima e Pinarella, hanno gran voglia di mettersi alle spalle questo freddissimo inverno e aprire la stagione estiva sulla spiaggia!
Per questo Adriasol, uno dei migliori consorzi di alberghieri romagnoli, ha creato una serie di pacchetti speciali a “prezzo minimo garantito” in hotel da 2 a 4 stelle, tagliati su misura per le famiglie, a partire da 30 euro a notte per persona (con il soggiorno gratuito per i bambini sotto i 12 anni). Inoltre, per tutti i week end di primavera fino al 31 maggio, prenoti 3 notti ma ne paghi solo 2 (con trattamento bed & breakfast!).
Gli hotel che fanno parte del consorzio sono il Commodore, il Losanna e il Lydia di Cervia, il Caribia, l’El Prado, l’Antony, il Bassetti, il Buratti e il Chiari di Pinarella, il Perla Verde, il Tiffany’s, il Trionfal e il Tonni di Milano Marittima e il De Paris di Lido di Savio. Tutte le offerte Adriasol vi aspettano sul sito www.adriasol.it.
Iniziativa realizzata in collaborazione con Adriasol.

Come il calendario ci insegna domenica 8 aprile sarà Pasqua con la conseguenza che lunedì 9 sarà il festivo tradizionalmente dedicato alle gite fuoriporta. Se non vi trovate ad eccessiva distanza dall’Umbria potete mettere in programma di trascorrere Pasqua e Pasquetta nei pressi di Nocera, più esattamente all’Antico Monastero di S.Biagio.
Ovviamente non è necessario prendere i voti, dato che la storica struttura - che risale al 1300 - oggi è un resort, che vi propone di vivere un’esperienza fuori dal tempo. Il relais S.Biagio si trova al centro di una tenuta di 30 ettari di prati, campi e boschi, a poca distanza da Assisi, Gubbio e Gualdo Tadino.
Visto che di Pasqua stiamo parlando, è il caso di soffermarsi prioritariamente sull’aspetto culinario della situazione:
Una sala ristorante con una splendida vista sulla valle e la natura circostante, offre l’opportunità di gustare una cucina sana e genuina, realizzata con materie prime biologiche, provenienti dalle proprie coltivazioni. Le carni provengono dai nostri allevamenti allo stato brado all’interno del Resort. Ispirati dal filo della secolare tradizione monastica dei mastri birrai, il laboratorio per la produzione artigianale di birra permette agli ospiti di fare un viaggio nel tempo, per scoprire i sapori dimenticati di questa antichissima bevanda.
Dunque prodotti a km zero, birra artigianale e carni di provenienza ultra locale. Direi che non manca niente per un pranzo di Pasqua di tutto rispetto. Se poi volete fermarvi per la notte, il Monastero dispone di vari tipi di camere, dalla classic alla junior suite, con prezzi che partono da 75 e arrivano a 100 euro a persona.
Un residenza d’epoca del 1500 circondata dalla campagna nei pressi di Cortona, tra Umbria e Toscana, con un parco di 10.000 metri quadrati, un piacevole giardino all’italiana, viali di cipressi e tigli, e una piscina di 15 metri. Questa è la Villa di Piazzano, che per la prossima Pasqua, domenica 8 aprile 2012, ha predisposto un pacchetto dedicato a chi vuole trascorrere qualche giorno in questo bucolico scenario.
L’offerta prevede 3 pernottamenti in camera doppia con prima colazione a buffet e il pranzo pasquale di 4 portate (con bevande). I prezzi vanno dai 520 euro della classic ai 780 euro della junior suite. Se preferite una sistemazione più particolare potete scegliere la Casina delle Rose o la Casina dell’ Orto, due dépendance dotate di terrazza, la prima, e giardino privato, la seconda.
Se il tempo vi assiste, durante il vostro soggiorno alla Villa potrete partire alla scoperta del Lago Trasimeno, per ammirare il tramonto più bello del mondo e assaggiare una buona torta al testo. Da non perdere la visita alla città di Cortona: il suo centro storico è piccolo ma pieno di atmosfera e potrete apprezzare la straordinaria abbondanza di eccellenti locali dove concedervi un aperitivo o una gustosa cena: per l’aperitivo fermatevi al piano terra dello storico Palazzo Ferretti, dove trovate il bel Caffé Tuscher e i suoi invitanti appetizer.
Assolutamente da visitare, magari dopo un lauto pranzo, l’Eremo francescano “Le Celle”, risale al 1211 ma rispetto all’Eremo delle Carceri di Assisi è praticamente un luogo ignoto …

E infine eccoci giunti alla nostra tradizione che, vuoi o non vuoi, credenti o no, è comunque quella cristiana. Per i cristiani di tutto il mondo la Pasqua è la festa più importante dell’anno, perché ci ricorda come Cristo abbia vinto la morte terrena, con la quale ha redento tutti i nostri peccati, e sia risorto nella gloria per sedere accanto al Padre.
La Pasqua è quindi una festa di salvezza e di speranza, per arrivare alla quale, però, serve un periodo di preparazione e riflessione. Questo periodo è la Quaresima, lunga 40 giorni che ricordano gli altrettanti giorni che Gesù visse nel deserto tentato dal diavolo: essa ha inizio il Mercoledì delle Ceneri, giorno di digiuno e conversione, ed è un periodo importante in cui si fanno fioretti, ci si confessa, si prega molto e tutti i venerdì ci si astiene dalle carni.
La domenica precedente alla Pasqua è detta Delle Palme perché ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme accolto, appunto, dai discepoli che lo salutavano con rami di palma (da noi sostituita con l’ulivo, simbolo universale di pace) e segna l’inizio della Settimana Santa, quella in cui si ripercorre la Passione del Signore.
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Nel giorno di Pasqua concludiamo il nostro viaggio approdando in Italia e in Israele, culle rispettivamente della tradizione cristiana e di quella ebraica, per raccontare brevemente quali sono le due peculiarità delle feste di Pasqua. Per gli ebrei, infatti, la Pasqua, Pesah, che significa passaggio, ricorda proprio l’esodo, durato 40 anni, degli ebrei dall’Egitto, guidati da Mosé attraverso il Mar Rosso.
Secondo le scritture, ogni ebreo prima di partire uccise un agnello di un anno di vita e consumò il pasto in piedi, con il bastone in mano, pronto ad andare, non senza aver prima segnato con il sangue dell’animale ogni casa, in modo che Dio risparmiasse così dalla strage tutti i primogeniti della stirpe.
Anche la Pasqua ebraica ha data variabile: ha inizio con il plenilunio di marzo e i festeggiamenti durano 8 giorni (in Israele 7). Precisamente l’inizio è segnato dal 14 del mese di nisan (ricordate che i mesi ebraici sono lunari) e cade più o meno sempre una settimana prima di quella cristiana.
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Siamo decisamente proiettati verso est e procediamo a passo spedito nel nostro viaggio intorno al mondo alla scoperta delle tradizioni di Pasqua. Oggi siamo in Romania e anche qui le cerimonie della fede cristiana si sovrappongono ai riti di origine pagana che segnano il ritorno della bella stagione.
Il Giovedì Santo, ad esempio, o ‘gioia mare’ in romeno, che in italiano significa più o meno il Giovedì Grande, è il giorno in cui si commemorano i defunti. Si portano in chiesa dolci fatti in casa con grano bollito e ricoperti di noci e zucchero, frutta e vino offerti in ricordo dei morti della propria famiglia, che vengono distribuiti ai poveri.
Il Venerdì Santo, davanti alla croce viene sistemato un tavolo alto tanto da poterci passare sotto. In cima viene collocato un epitaffio e un dipinto o una stoffa ricamata raffigurante la sepoltura di Gesù. A questo i fedeli portano fiori e chiedono perdono per i propri peccati battendosi il petto e passando tre volte sotto il tavolo. La sera, poi, si compie la processione Prohod, che è simile alla nostra Via Crucis, in cui tutto il villaggio, diviso in gruppi e famiglie, segue il cammino della croce.
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Rinascita è il leit-motiv delle giornate intorno alla Pasqua ortodossa russa, che cade in una data diversa rispetto a quella cattolica. Già da giorni, infatti, soprattutto nelle campagne, c’è profumo di primavera: i giovani vanno nei boschi per spogliare le betulle con le quali le ragazze intrecceranno corone da indossare per la festa, mentre gli allevatori liberano le bestie dai recinti e le conducono al pascolo battendole con ramoscelli d’ulivo dopo averle fatte benedire.
Nelle campagne, inoltre, si brucia all’aperto il fieno vecchio e altre cose che sono rimaste sotto la neve tutto l’inverno. Una volta si usava anche confezionare con il fieno un pupazzo che simboleggiava la morte, che veniva poi dato alle fiamme per sottolineare la vittoria della vita sulla morte, e gettato nel fiume, un po’ come si faceva nell’Antica Roma.
La sera del Sabato Santo ci si ritrova in chiesa per la solenne celebrazione: la più bella e imponente si celebra nella cittadina russa di Sagorsk, dove risiede il Pope. Ovunque, però, ci sono processioni e il momento culminante della messa è quello in cui il celebrante toglie il sudario al sepolcro di Gesù ed esclama: “Cristo è risorto!” e la folla risponde: “È veramente risorto!”.
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Quest’anno il meteo ci gioca un brutto scherzetto per Pasquetta: chi ha pensato alla classica gita fuori porta, magari su una bella spiaggia, probabilmente dovrà rinviare a domenica prossima.
A quanto pare infatti il tempo sarà inclemente, sopratutto per Pasquetta, con nubi e piogge in quasi tutta l’Italia: dovrebbero salvarsi solo la zona della Pianura Padana, parte delle Marche, Calabria e Sicilia.
Meglio per domenica, ovvero Pasqua, con precipitazioni previste in mattinata sul centro Italia e cielo “solo” nuvoloso per il resto del giorno su quasi tutta la penisola. Insomma se avete intenzione di fare una scampagnata… portate un ombrello :(
Foto | Nicholas_T

La Pasqua per i greci ortodossi è il momento più importante dell’anno perché permette a tutti di ripercorrere la passione di Cristo prima della Resurrezione. Durante i 40 giorni della Quaresima, in ricordo delle tentazioni subite da Gesù nel deserto, si mangiano solo alimenti di origine vegetale, quindi niente carne, pesce, uova né latticini.
Il clou delle celebrazioni in Grecia arriva con la Domenica delle Palme, in cui a tavola viene servito il pesce che di fatto rompe il lungo digiuno quaresimale. Il Giovedì Santo, inoltre, c’è l’usanza di dipingere di rosso le uova, unendo così il simbolo della vita (l’uovo, appunto) al rosso del sangue versato dal Salvatore lungo il Calvario per espiare i peccati dell’umanità.
Questo ‘rito’ risale a una credenza molto antica secondo la quale, dopo la morte di Gesù, la peccatrice redenta Maria Maddalena si recò a Roma per offrire all’imperatore Tiberio un uovo rosso e annunciargli che Cristo era morto. L’episodio, non narrato dai Vangeli, è raccontato, però, in alcune rappresentazioni iconografiche come quella nella chiesa dedicata a Maria di Magdala a Gerusalemme.
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