Unità mobile e personale sanitario preparano i materiali mentre alcuni cittadini attendono di donare sangue.
L’Italia affronta in questi giorni una carenza diffusa di sangue, segnalata dal Centro nazionale sangue, con criticità concentrate soprattutto sul gruppo 0 positivo, dopo un’estate difficile per le donazioni e in vista della raccolta straordinaria promossa da Adnkronos e Avis Roma giovedì 10 settembre a piazza Mastai, nel cuore di Trastevere.
Emergenza sangue in Italia, l’allarme del Centro nazionale sangue
La fotografia tracciata dal Centro nazionale sangue (Cns) parla di una fase delicata per il sistema trasfusionale italiano: la raccolta di sangue non riesce a coprire con tranquillità le necessità degli ospedali e, in diverse aree del Paese, le scorte restano sotto pressione. La difficoltà riguarda più gruppi sanguigni, ma il nodo più urgente, spiegano gli addetti ai lavori, è il gruppo 0 positivo.
Secondo quanto segnalato dal Cns, le criticità maggiori si registrano nel Lazio, in Campania e in Sicilia. Non risultano, al momento, Regioni con unità in eccedenza sufficienti a consentire una vera compensazione interregionale, cioè il trasferimento di sacche da territori più forniti a quelli in sofferenza. Una rete che di solito aiuta a tamponare gli squilibri, ma che ora ha margini ridotti.
Il periodo non aiuta. L’estate, da sempre più complessa per le donazioni per via di ferie, spostamenti e calo della disponibilità dei donatori, quest’anno è stata resa ancora più difficile dal caldo record. “Serve incrementare le donazioni e rafforzare la chiamata dei donatori”, è l’indicazione arrivata dal Centro nazionale sangue alle strutture regionali, alle federazioni e alle associazioni impegnate sul territorio.
Perché il gruppo 0 positivo è il più richiesto dagli ospedali
Il gruppo 0 positivo è al centro dell’allarme perché è il più diffuso nella popolazione e, proprio per questo, anche tra quelli più utilizzati nei reparti. Nei pronto soccorso, nelle sale operatorie e nei percorsi oncologici, la richiesta di globuli rossi resta costante, spesso quotidiana. Basta poco, in assenza di una riserva adeguata, per entrare in sofferenza.
La spiegazione è semplice, ma pesa molto sull’organizzazione sanitaria: se prima dell’estate non viene accumulata una scorta sufficiente, le richieste degli ospedali possono superare la capacità di raccolta. In quel momento, la macchina deve correre. E non sempre riesce a recuperare in pochi giorni ciò che è mancato nelle settimane precedenti.
I numeri del monitoraggio dei globuli rossi forniti dal Cns aiutano a leggere la situazione. A luglio 2026 le unità prodotte sono state 194.775, con un calo dell’1,1% rispetto a luglio 2025; le unità di globuli rossi trasfuse sono state 194.002, in diminuzione del 2,6% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Dati che mostrano un equilibrio sottile, quasi sul filo, tra disponibilità e fabbisogno.
Raccolta straordinaria a Roma il 10 settembre con Avis
Per rispondere all’appello, Adnkronos ha annunciato una raccolta di sangue straordinaria aperta a tutti i cittadini, organizzata in collaborazione con Avis Roma. L’appuntamento è fissato per giovedì 10 settembre, dalle 8.30, a piazza Mastai, a Trastevere, una zona centrale e facilmente raggiungibile della Capitale.
L’iniziativa punta a coinvolgere donatori abituali e persone che non hanno mai donato, ma che possono farlo se in buone condizioni di salute e nel rispetto dei requisiti previsti. “Anche una sola donazione può contribuire a garantire terapie e interventi”, spiegano dalle associazioni dei donatori, ricordando che il sangue non può essere prodotto in laboratorio e dipende solo dalla disponibilità dei cittadini.
A Roma, come nel resto del Lazio, la pressione sulle scorte viene seguita con attenzione dalle strutture sanitarie. Le raccolte straordinarie servono proprio a ridurre il rischio di rinvii o difficoltà nella programmazione delle attività ospedaliere. Non solo emergenze: il sangue donato è necessario anche per pazienti cronici, trapianti, interventi chirurgici programmati e cure ematologiche.
Come funzionano i gruppi sanguigni e perché donare conta
Nel sistema AB0 i gruppi sanguigni sono quattro. Il gruppo A presenta l’antigene A sulla superficie dei globuli rossi e anticorpi anti-B nel plasma; il gruppo B ha l’antigene B e anticorpi anti-A; il gruppo AB possiede entrambi gli antigeni e non ha anticorpi anti-A o anti-B nel plasma. Per questo, ricorda la scheda informativa di Avis, viene considerato il “ricevente universale”.
Il gruppo 0, invece, non ha antigeni A o B sulla superficie dei globuli rossi, ma presenta nel plasma entrambi gli anticorpi anti-A e anti-B. È indicato come “donatore universale” per i globuli rossi, con distinzioni legate al fattore Rh e alle procedure cliniche. Dettagli tecnici, certo, ma decisivi quando un ospedale deve intervenire in tempi rapidi.
Da qui l’invito delle strutture sanitarie: chi può donare, lo faccia contattando il proprio centro trasfusionale o le associazioni di riferimento, come Avis. La donazione richiede controlli preliminari, personale sanitario e pochi minuti di prelievo. Poi una pausa, un caffè, spesso due parole con i volontari. Un gesto ordinario, che in reparto può diventare cura.
