Preparazione dei pasti in una mensa: un’immagine che richiama i servizi integrati e la continuità delle aziende storiche italiane.
Il marchio Pellegrini è stato iscritto nel Registro dei Marchi Storici di Interesse Nazionale dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, nel 2026 a Roma, perché da oltre cinquant’anni rappresenta una realtà produttiva italiana legata ai servizi integrati per imprese, scuole, ospedali e istituzioni. Il riconoscimento arriva per l’azienda fondata nel 1965 da Ernesto Pellegrini, oggi guidata da Valentina Pellegrini, in una fase di consolidamento del gruppo, che nel 2025 ha dichiarato ricavi per 1 miliardo e 129 milioni di euro e oltre 11mila collaboratori.
Pellegrini entra nel Registro dei Marchi Storici nazionali
L’iscrizione del marchio Pellegrini nel Registro dei Marchi Storici di Interesse Nazionale certifica, secondo i criteri del Mimit, la continuità di un’impresa italiana attiva da almeno mezzo secolo e riconosciuta come parte del patrimonio produttivo del Paese. Il registro, gestito dall’Uibm, è stato pensato per valorizzare aziende che hanno mantenuto nel tempo una presenza riconoscibile, un legame con il territorio e una identità industriale o di servizio.
In una nota, la società ha spiegato che il riconoscimento “valorizza un percorso imprenditoriale che, da oltre sessant’anni, unisce continuità, spirito d’innovazione e centralità della persona”. Parole misurate, ma non casuali: nel racconto aziendale, la crescita del gruppo viene legata al lavoro quotidiano nei luoghi dove il marchio è presente, dalle mense aziendali alle strutture sanitarie, passando per scuole e uffici pubblici.
Dalla fondazione di Ernesto Pellegrini alla crescita del gruppo
La storia della Pellegrini Spa comincia nel 1965, quando Ernesto Pellegrini avvia l’attività che negli anni si sarebbe trasformata in uno dei principali operatori italiani nei servizi integrati. Da allora il perimetro dell’azienda si è allargato, seguendo l’evoluzione della domanda di ristorazione collettiva, forniture alimentari, welfare aziendale e servizi per ambienti di lavoro e comunità.
Oggi il gruppo conserva un capitale interamente italiano e opera anche fuori dai confini nazionali, pur mantenendo il proprio baricentro nel mercato interno. La presenza è diffusa in contesti diversi: imprese, scuole, ospedali, Rsa, istituzioni pubbliche e private. Non un solo settore, dunque, ma un sistema di attività che negli anni ha accompagnato cambiamenti profondi nei consumi, nell’organizzazione del lavoro e nei bisogni delle comunità.
Ricavi oltre il miliardo e quattro aree di attività
Secondo i dati comunicati dall’azienda, nel 2025 il Gruppo Pellegrini ha registrato ricavi pari a 1 miliardo e 129 milioni di euro e conta oltre 11.000 collaboratori. Numeri che collocano la società tra i principali operatori italiani del settore, in un mercato dove qualità del servizio, continuità operativa e capacità logistica pesano quanto la dimensione economica.
Le attività sono organizzate in quattro aree: Ristorazione e Vending, Forniture alimentari, Welfare Solutions, Pulizia, Sanificazione e Servizi integrati. Dietro queste definizioni ci sono servizi molto concreti: pasti serviti ogni giorno in luoghi di lavoro e strutture collettive, gestione di forniture, soluzioni di welfare per aziende e dipendenti, interventi di pulizia e sanificazione in ambienti dove la regolarità del servizio è spesso decisiva. È un comparto poco esposto alla ribalta, ma presente nella vita quotidiana di molte persone.
Valentina Pellegrini: “Un’eredità da far crescere”
“Ricevere il riconoscimento di Marchio Storico di Interesse Nazionale è per noi motivo di grande orgoglio”, ha dichiarato Valentina Pellegrini, presidente e amministratore delegato di Pellegrini Spa. La manager ha richiamato la figura del padre, Ernesto Pellegrini, e “una storia imprenditoriale iniziata nel 1965” costruita, ha detto, “giorno dopo giorno, grazie al lavoro e all’impegno di migliaia di persone”.
Nel suo intervento, Valentina Pellegrini ha insistito anche sul significato del riconoscimento: non solo memoria aziendale, ma responsabilità verso il futuro. “Essere un Marchio Storico significa custodire un’eredità importante, ma anche assumersi la responsabilità di farla crescere”, ha spiegato. Poi l’impegno a proseguire sulla strada dell’innovazione, mettendo al centro “le persone, la qualità del servizio e il legame con i territori in cui operiamo”. Una linea che, nelle intenzioni del gruppo, tiene insieme continuità familiare, dimensione industriale e presenza nei territori.
