"Jewmaicans". Visitare luoghi ebraici... in Giamaica!!!

E' proprio vero che a volte di un posto si conosce solo quello che si vuole conoscere. Prendiamo, ad esempio, la Giamaica. Basta nominarla e subito balzano alla mente immagini di splendide spiagge tropicali e di musicisti rasta alle prese con i ritmi del reggae. E se invece vi dicessi che presto, il turismo giamaicano, potrebbe includere un nuovo percorso interamente dedicato alla riscoperta delle proprie radici ebraiche?

Sembra incredibile. Ed invece è tutto vero. Con una popolazione di soli 200 fedeli, e nemmeno un rabbino ad officiare le celebrazioni, la storia ebraica dell'isola caraibica è sicuramente un segreto ben nascosto, centrato perlopiù attorno alla capitale, Kingston. E' qui, che ancora oggi, è possibile incontrare Giamaicani bianchi e dall'aspetto europeo, ultimi eredi di antenati trasferitisi sull'isola quasi 400 anni fa, in fuga dall'Inquisizione in atto in Spagna e Portogallo. Verso la fine del 1800, erano attive sull'isola ben 6 sinagoghe, frequentate da oltre 2000 persone, perlopiù ricchi mercanti dediti al commercio marittimo. Con il passare dei secoli, la popolazione ebraica si è ridotta sempre più, per via dell'emigrazione, oltre che per la progressiva laicizzazione delle comunità.

Ad ogni modo restano molte le vestigia del passato. Tra di esse la sinagoga Sha'are Shalom di Kingston, una delle poche nel mondo ad avere un pavimento di sabbia, secondo l'usanza sefardita (cioè, degli Ebrei provenienti dalla penisola iberica), atta a ricordare i tempi in cui gli Ebrei coprivano le proprie traccie con la sabbia per attutire il suono delle proprie preghiere durante l'Inquisizione; oppure, il vecchio cimitero vicino ad Hunt's Bay. Tutti resti di una storia che, sebbene abbia ormai superato i propri giorni più fausti, è ancora viva e presente sull'isola.

Via | Wall Street Journal

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