Il Colosseo ostaggio delle assemblee sindacali

Colosseo di Roma
Il Colosseo di Roma, patrimonio dell'Umanità, e sito archeologico tra i più visitati in Italia e nel mondo, domenica è rimasto chiuso per la seconda volta in una settimana, a causa di uno sciopero dei lavoratori che protestano per il ritardo dei pagamenti degli stipendi, e per la carenza del personale.

I turisti sono stati lasciati in attesa sotto il sole cocente dalle 9 alle 11 della mattina, mentre i lavoratori erano in assemblea sindacale all'interno del monumento. Si è trattato del remake di quando già accaduto giovedì scorso, quando l'Anfiteatro Flavio è rimasto chiuso dalle 8:30 alle 12.

Il Ministro della Cultura, dal canto suo, si è impegnata a risolvere i ritardi nei pagamenti entro il mese di luglio. La situazione rimane critica,e non è detto che simili azioni non si possano ripetere in altri musei e siti turistici della città.

Detto che sono una convinta sostenitrice dei diritti dei lavoratori, e capisco la necessità delle azioni a sostegno della tutela dei diritti, trovo odiose, e senza scusanti, questo tipo di azioni, che lasciano il sospetto di essere frutto dell'italico vizio della furbata. Un'assemblea sindacale, la seconda in pochi giorni, invece dell'astensione programmata dal lavoro.

Ora, mettiamoci nei panni di un turista che, oltre a portare soldi e lavoro, sta realizzando il sogno di una vita, visitare Roma e l'Italia, avendo un programma di visite strettissimo, che lascia poco tempo agli imprevisti.

Arriva per tempo davanti al Colosseo, avendo pensato per tempo a tutto quanto, e si ritrova intruppato in fila, sotto il sole, senza sapere il perché, senza il minimo preavviso, ostaggio di un'astensione dal lavoro non annunciata, ne spiegata.

Mi è capitato alla Reggia di Caserta, da tempo in cima alla lista dei monumenti italiani peggio tenuti, e vi assicuro, anche con tutta l'empatia possibile per i lavoratori e le situazioni che stanno vivendo, è difficile non pensare, che quella di fare un'assemblea straordinaria dei lavoratori, invece di proclamare uno sciopero, non sia che l'ennesima furbata all'italiana.

Via European Magazine Online.
Foto Timmi.

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