Casinò in tutti i 5 stelle, è la proposta del Ministro del Turismo Michela Brambilla

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Il Ministro del Turismo Michela Brambilla, ha presentato ieri uno schema di decreto legge che, se approvato e convertito in legge ordinaria dello Stato, darebbe la possibilità di creare case da gioco in tutti i comuni italiani, purché all'interno degli hotel a 5 stelle; nello schema di decreto, 19 articoli pensati per rilanciare il sistema turistico italiano, si legge che a queste sale potranno accedere solo gli ospiti dell'hotel.

La proposta ha subito catturato l'attenzione sul provvedimento che sarà discusso oggi dal Consiglio dei Ministri, attirandosi le critiche di Mons. Alberto D'Urso della Santa Sede, secondo il quale si tratta di un progetto diseducativo e che nota con rammarico che "invece di proporre lavoro, si propone la fortuna". Critiche anche dalla CGIL che per bocca di Silvano Conti, Coordinatore Nazionale Produzione Culturale, giudica come estremamente negativa la proposta del Ministro. Ma le critiche più forti arrivano da qualcun altro.


Infatti, com'era ovvio aspettarsi, le critiche più forti arrivano dai 4 Casinò già operanti in Italia, (Campione, Saint Vincent, Sanremo e Venezia), che da sempre hanno fatto muro contro ogni proposta (e in Parlamento ne giacciono moltissime) di autorizzare l'apertura di nuovi Casinò.

Sarebbe una vera e propria rivoluzione in un settore, quello dei casinò, finora bloccato ai quattro siti ufficiali. Un settore peraltro che lo scorso anno ha chiuso con un risultato in rosso, con un meno 4% rispetto al 2007, realizzando introiti per 562 milioni di euro. Nei primi otto mesi di quest'anno le case da gioco italiane hanno incassato 313,1 milioni di euro. La "fetta maggiore" è quella di Venezia, che ha raggiunto da sola 113,9 milioni di euro. A seguire il casinò di Campione, che ha incassato 78 milioni di euro. Il terzo e quarto posto della classifica sono occupati dal casinò di Saint Vincent che ha raggiunto quota 66 milioni e dal casinò di Sanremo che ha raccolto, invece, 55,1 milioni di euro totali. Regione Valle d'Aosta.

A parte i dubbi sull'eticità del provvedimento (puntare sul gioco d'azzardo, quando poi aumenta la consapevolezza che sempre più frequentemente tra i giocatori ci si trova di fronte a casi di vera e propria dipendenza), da più parti si avanzano dubbi sulla reale portata innovativa per l'economia del provvedimento, soprattutto se si guarda all'esperienza poco riuscita delle Sale Bingo. E poi, chi controllerà che gli hotel faranno giocare solo i propri ospiti ?

Foto | conorwithonen.

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