Mangiare ai castelli romani: l'osteria i Mascelloni di Genzano di Roma

Osteria i Mascelloni a Genzano di Roma
Dici Genzano di Roma, e pensi all'infiorata, all'aria buona del parco dei Castelli romani e ai ristoranti ed alle trattorie dove concludere la classica passeggiata romana fuori porta, in compagnia di tanti amici, come è capitato di fare a me ieri sera all'Osteria i Mascelloni (via Silvestri Sebastiano, 100).

Comincio dalla fine, dai biscotti della casa di questa tipica osteria genzanese, rimessa a nuovo dal proprietario, Davide, con l'aiuto della famiglia; me li sono scialati, gustandomeli pezzo a pezzo. E si che la cena era iniziata in maniera soft, con il tradizionale antipasto fatto di bruschette e salumi, e una strepitosa pancetta. Poi, visto che la nostra tavolata contava una ventina di commensali, ci siamo affidati ai consigli di Davide, che ci ha proposto un "assaggio" di due primi, gnocchetti e pappardelle al sugo bianco di cinghiale.

Dell'assaggio i due piatti non avevano niente, visto che per gli standard romani in quanto a quantità si trattava di due piatti normali, ma alla fine è stata la qualità a farla da padrona. Abbinamento perfetto, tra gnocchetti fatti in casa, ben amalgamati e senza alcun residuo di farina, dal sapore delicato, e pappardelle al sugo bianco di cinghiale, dove il gusto della cacciagione, non mediato dal pomodoro, si fa più intenso e verace. E poi, per gradire, così perché oramai si era entrati in sintonia con il proprietario, un assaggio della vera carbonara; provare per credere.

Che poi, parlando con gli amici che avevano prenotato (il sabato è quasi obbligatorio tel. 06.9397818), mi è rimasta la voglia di provare la gricia e le pappardelle al sugo di lepre; sarà per la prossima volta. Anche per i secondi si va sulla tradizione, con i classici abbacchi e arrosti romani, ma volendo provare qualcosa di nuovo, siamo andati sula coda di vitella alla castellana (ottima anche se poi io rimango fedele alla più classica coda alla vaccinara) e il campanello di prosciutto alla cacciatora, il tutto accompagnato dal vino rosso, che Davide va a "capare" dai contadini della zona.

Insomma, una serata riuscitissima, per festeggiare il compleanno di mio fratello, conclusa con una torta al cioccolata uscita anche queste dalle abili mani della proprietaria. Se poi ci aggiunte il conto, leggero come gli gnocchetti (e anche se ci mettete la benzina non sarà mai pesante come quelli romani), avrete la ricetta di una bellissima serata passata in compagnia.

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