Pilota muore ai comandi di un volo intercontinentale Continental

Un Boeing 767 della Continental Airlines

Probabilmente molti avranno già appreso la notizia grazie a telegiornali e stampa di ieri: il 61enne pilota del Boeing 777 della statunitense Continental Airlines in volo da Bruxelles verso l'aeroporto di Newark, nel New Jersey ma in pratica terzo aeroporto di New York, è deceduto per cause naturali durante il volo. Nessun problema per equipaggio e passeggeri, che, a parte una richiesta delle hostess riguardo l'eventuale presenza di un medico a bordo, non hanno riscontrato nulla di anomalo finchè all'atterraggio l'aereo non è stato circondato da una marea di giornalisti.

La notizia in sè è certo triste per la sorte del pilota, ma a mio avviso ha suscitato troppo clamore: praticamente tutti i giornali e telegiornali hanno parlato di dramma, tragedia sfiorata, atterraggio d'emergenza, ma nessuno ha ricordato al pubblico che le norme internazionali che disciplinano i voli prevedono, senza alcuna eccezione, che a bordo di ogni aereo ci siano almeno due piloti per i voli a corto raggio, e tre per i voli a medio-lungo raggio come lo sfortunato "Continental 61" protagonista di questo episodio. Inoltre tutti gli aerei moderni sono progettati in modo da poter essere pilotati anche da un singolo individuo.

In questo periodo, dopo la tragedia - quella si - del volo Air France che ancora è nella mente di tutti noi, tutto questo catastrofismo non fa certo bene al turismo, alle compagnie aeree e a tutti coloro che, per lavoro o per piacere, loro malgrado o ben volentieri, volano di frequente. Voi che ne pensate? Eccessivo catastrofismo, o semplice informazione?

Foto | Flickr

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