Tra Bukara e Samarcanda, sulle tracce di Gengis Kahn con il tour Filo di Seta di Toassociati

Mir-i-Arab Madrassa

Sulle tracce di Gengis Kahn, un viaggio attraverso la storia dell’uomo, nel cuore dell’Asia Centrale, lungo la Via della Seta per seguire le tracce di leggende, imperi ricchi e potenti, città favolose, moschee, monumenti sepolcrali e ricche madrase; tutto questo in Uzbekistan. Questo è il tour, (ma per qualcuno potrebbe diventare l'occasione di una spedizione) il Filo di Seta, proposto ad TOAssociati .

La proposta, con partenze da Roma, prevede il seguente itinerario, Tashkent, Urgenc, Khiva, Bukhara, Shakrisabz, Samarcanda, ancora Tashkent, da percorrere in 8 giorni (le notti sono 7). Nel pacchetto sono compresi il volo interno da Tashkent ad Urgenc, soggiorni con trattamento di pensione completa (esclusa la cena il giorno dell’arrivo a Tashkent), facchinaggi, spettacolo folcloristico a Bukhara, trasferimenti privati, visite ed escursioni programmate, accompagnatore in lingua italiana per tutta la durata del viaggio, assicurazioni e documentazione da viaggio. Non è compreso il volo internazionale, da Roma a Taskent, che si potrebbe trovare con prezzi che partono da 650, euro. Quote a partire da 1.150 euro a persona in camera doppia.

La fotografia, scattata dal minareto della moschea Kalijan, che riprende la Madrassa Mir-i-Arab è di Alan Cordova. Nel seguito si parla di Bukara.

Il 4° giorno di viaggio si arriva a Bukara, antica città carovaniera che vanta un centro storico tra i più suggestivi al mondo, un gioiello architettonico. La posizione geografica ai margini del deserto dona a un’aura di magia e spiritualità e i suoi monumenti ne testimoniano la ricchezza culturale e storica: piazza Registan con la moschea Kalijan, una delle maggiori dell’Asia centrale, la madrasa di Ulug-Beg, la moschea Bolo-Hauz e il mausoleo di Ismail Samani.

Ma se girate per il set di fotografie che ho trovato su loc.alize.us, vi accorgete che non è solo questo, ma anche bellissimi volti di donne dallo sguardo fiero, rughe scavate dal sole e dal tempo, edifici dai magnifici ricami di mattoni, così come un ricco artigianato di tappeti, annodati a mano nei mille indelebili colori, che riprendono quelli del deserto.

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