Che fine ha fatto la Tarus, e che fine faranno i debiti della Tirrenia?

Taurus della Tirrenia
Il Taurus è un traghetto veloce, vanto italiano della Fincantieri, in quanto primo traghetto veloce al mondo, con oltre le 1.000 tonnellate di portata lorda. Costruito in acciaio ed alluminio, con una velocità massima di crociera di 42 nodi, aveva preso servizio nel 1998 nella tratta Civitavecchia-Olbia, dove collegava l'isola al continente in poco più di 3 ore. Dal 2003 al 2004, nel solo periodo estivo, ha servito la rotta Fiumicino-Golfo Aranci, e da allora è stato messo in disarmo nel porto di Genova, dove sta malinconicamente arrugginendo.

Su La Stampa e su Truffe in rete, un blog il cui nome è una dichiarazioni di intenti, sono apparsi interessanti articoli che riprendono la storia del Taurus, e dei suoi gemelli (Aries, Scorpio e Capricorn), pezzi che riportano storie interessanti, soprattutto quelle raccontante da chi su queste navi ci lavora; i marinai della Tirrenia. Foto | Wikipedia.

Sulla Stampa i marinai raccontano:

Gioielli della tecnologia, peccato che si bevessero tonnellate di gasolio per fare poche miglia. Bellissimi, ma totalmente antieconomici...»

A cosa serve parlare oggi della Taurus? Serve per parlare di di spechi che si trasformano in debiti, serve per parlare della Tirrenia, la prossima società di trasporto pubblica, che naviga in cattive acque, talmente brutte che la Corte dei Conti ha relazionato:

L’enorme esposizione debitoria, prevalentemente nei confronti degli istituti di credito, oltre a generare notevoli interessi passivi, dimostra scarsa potenzialità dell’impresa a creare risorse finanziarie per garantire nel tempo l’equilibrio di bilancio.

Insomma la Tirrenia se la passa male, proprio nel periodo in cui sta per essere spezzettata e privatizzata; secondo ile attuali linee programmatiche le linee di più lungo cabotaggio dovrebbero andare ai privati, mentre quelle più corte, di collegamento con le isole minori (per esempio con l'arcipelago toscano), dovrebbero andare alle Regioni. A questo punto nasce un sospetto (per qualcuno si tratta di una certezza): ma in tutta questa ristrutturazione, i debiti dove andranno a finire?

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