L' ennesimo "bird strike" e una tragedia sfiorata a New York

Un Airbus A320 della US Airways

La notizia di ieri riguardante l' "ammaraggio" di emergenza di un Airbus A320 (come quello in foto) della US Airways nel fiume Hudson, a New York, suscita, oltre che alla inevitabile preoccupazione ed ai ringraziamenti al pilota, che è già diventato un eroe, un interrogativo, visto che i cosiddetti "bird strikes", cioè gli scontri in volo tra aerei e uccelli, stanno diventando un fenomeno sempre più comune e preoccupante (ricorderete l'atterraggio di emergenza di un volo Ryanair a Ciampino circa un mese fa, per lo stesso motivo).

Le ragioni principali dell'aumento di questo fenomeno sono, secondo gli esperti del settore, essenzialmente due: l'aumento demografico, più sensibile in Nord America, di numerose specie di volatili, sopratutto di taglia notevole (quali oche, gabbiani, e simili), e la sempre maggiore silenziosità degli aerei, che, per questo motivo, non vengono sempre rilevati "in tempo" dagli uccelli. A questo va aggiunto che la maggior parte degli aerei in circolazione sono ormai dei bimotore, che stanno sostituendo i "vecchi" quadrimotore per ovvie ragioni economiche, cosa che però conferisce agli aerei meno potenza in caso di emergenza.

Secondo le statistiche della statunitense Federal Aviation Administration, negli USA il numero di "bird strikes" è quadruplicato dal 1990 al 2007, passando da 1738 a 7439 all'anno. Fortunatamente pochissimi casi si trasformano in incidenti veri e propri, ma l'aumento è sicuramente preoccupante.

C'è da aspettarsi che, magari grazie alla tecnologia, verranno studiati nuove soluzioni per cercare di evitare, o quantomeno limitare, i danni subiti dai velivoli da questo tipo di incidenti...

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail