Il cielo sopra Barcellona

Non ci sono solo gli angeli di Wenders a scrutare e spiare dall'alto i passanti di Berlino. Ogni città ha i suoi punti di osservazione dal cielo. Occhi magici che volano sulla metropoli.

Barcellona dal cielo

#MyVuelingCity mi ha regalato due ali per scoprire quelli di Barcellona. Ho provato in una giornata e mezza ad appollaiarmi su almeno 3 dei suoi migliori mirador.

La collina più famosa del capoluogo catalano è ovviamente quella di Montjuïc, con il suo castello militare disadorno, da dove si può godere una vista magnifica sulla città e sul porto. I barcellonesi vengono qui come noi romani andiamo al Gianicolo.

Il fascino di questo posto sta proprio nello scontrarsi prospetticamente contro il profilo di Barcellona. Non a caso per le Olimpiadi fu sistemato qui sotto, il trampolino per tuffi più spettacolare che si ricordi. Oggi le piscine olimpiche di quel lontano 1992 non stanno in gran forma, ma il cannocchiale resta unico al mondo.

Si può restare una mattinata, col sole alle spalle, a riconoscere le sagome e i dettagli della città. Sedendo su uno dei muretti di cinta del castello si contempla la grande distesa urbana, che corre dal mare verso le colline.

La zona portuale, verso est, dall'alto sembra una scatola ordinata del lego. I containers colorati si perdono a vista d'occhio. Sul fondo, lo smeraldo del Mediterraneo. L'Italia è da quelle parti.

La collina di Montjuïc (il cui nome deriva dal catalano medievale: Mont dels Jueus e significa "monte degli ebrei") si può raggiungere con una cabinovia comodamente, ma è molto piacevole passeggiare (soprattutto in discesa) per tornare a Barceloneta.

Così mi incammino verso il basso, deciso a puntare esattamente all'opposto dell'orizzonte. Attraversando tutta la città. Chiedendo a chi incontro dove sia quella chiesa bianca lassù in cima che si vede praticamente da ogni punto. Verso Ovest.

Arrivo così finalmente alla collina di Tibidabo. Si tratta di un vero e proprio monticello alto 512 metri che domina Barcellona. Proprio sul cucuzzolo, c'è il Sagrat Cor, chiesa dedicata a San Giovanni Bosco, che più che ricordare il suo modello parigino, richiama alla mente il Redentore di Rio.

Grazie ad un ascensore si giunge fino alla parte superiore, posta a 575 metri sul livello del mare. Da quassù l'effetto è impressionante. Barcellona sembra minuscola. Lontana. Osservata dalle alte statue mute che si chinano sul vuoto sfidando la gravità.

Alle sue spalle il verde delle colline catalane fa pensare alle storie di Tolkien. Una roccia sinistra si staglia sull'orizzonte. Ancora un paio di metri verso l'alto e riesco a vedere il re a Madrid...

Il vento è troppo violento. Il tramonto cala sull'orizzonte, e la torre delle telecomunicazioni spicca nell'ombra della notte che si prepara a coprire tutto. Ho giusto il tempo per tornare a casa per evitare di trovarmi al buio.

La mattina dopo, di buon'ora, decido di fare qualcosa di meno faticoso. Mi ricordo del delizioso film "l'appartamento spagnolo" e rivedo mentalmente la scena della funivia (la telefèric del port) in mezzo alla città. Alzo gli occhi al cielo ed eccole lì, le due piccole cabine che penzolano su Cristoforo Colombo.

Onestamente è una cosa del tutto inutile. Come faceva vedere bene il film (a proposito, c'è un sito del turismo di Barcellona utilissimo per gli amanti del cinema). Tuttavia è incredibilmente romantico. Arrivederci Barcelona.

Foto | © by Rondone®

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