Alitalia, indagati gli ex amministratori dell'ex compagnia di bandiera

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Il giudice per le indagini preliminari ha rinviato a giudizio Francesco Mengozzi e Giancarlo Cimoli, con l'accusa di aver provocato il dissesto finanziario di Alitalia, ovvero di aver provocato la sua bancarotta. Con loro dovranno comparire, davanti al Tribunale penale di Roma, altri 5 imputati, alti dirigenti dell'azienda all'epoca dei fatti. Prima udienza fissata per il 18 giugno 2013.

Cimoli poi, dovrà difendersi anche dall'accusa di aggiotaggio, per aver diffuso notizie ingannevoli. Il giudice ha poi dispoto che siano svolte delle ulteriori indagini, per accertare che vi siano responsabilità tra le autorità governative dell'epoca.

Francesco Mengozzi fu nominato amministratore delegato dal governo Amato nel 2001, governo che era in scadenza di mandato, e rimase in carica fino al 2004, quando sotto il secondo governo Berlusconi, fu fortemente criticato per gli accordi presi con Air France.

A Mengozzi seguì, per pochi mesi Marco Zanichelli, cui subentrò a fine anno Cimoli (siamo sempre sotto il governo Berlusconi), cui fu affidato il mandato di risanare la compagnia. Mandato che non portò a termine, anzi nel 2007 Alitalia, su richiesta della Consob, stimò una perdita nell'ordine di 380 milioni di euro. Il governo Prodi nominò Berardino Libonati al suo posto.

La vicende legata Cimoli fece scalpore anche per lo stipendio che l'amministratore si era attribuito, quasi 3 milioni di euro, molto di più di quanto all'epoca prendevano gli amministratori di compagnie più importanti, e con i conti in utile (come Air France ad esempio).

A fine 2009, Alitalia, o meglio, la parte operativa della compagnia, venne venduta alla cordata di imprenditori della CAI, mentre a carico dello Stato rimase la Bad Company, con i suoi debiti, che ammontavano a circa 1.200 milioni di euro. Pesanti furono le ripercussioni sui lavoratori della nuova compagnia.

Quest'anno è scaduto il termine dei cinque anni, periodo per il quale i soci della CAI si erano impegnati a non vendere la compagnia. Si aspetta la fine di quest'anno, quando la vendita potrà essere effettuata liberamente a qualsiasi soggetto, per capire quale sarà stato il senso di tutta questa storia.

Foto | Rogimmi.

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