Bit 2013, cosa abbiamo visto alla Borsa Internazionale del Turismo

A Milano si è appena conclusa la Bit 2013, Borsa Internazionale del Turismo e come in passato, siamo andati anche noi nelle prime due giornate riservate agli operatori del settore. L'impatto mi ha lasciata un po' perplessa, questa è una di quelle fiere che è sempre un piacere visitare, ma l'edizione di quest'anno è decisamente "ristretta".

L'aria è un po' sotto tono, niente pioggia di gadget/souvenir (e vabbè, passi), poche le performance nelle piazzette dei padiglioni, stand in numero molto minore rispetto al 2012 (e molti spazi vuoti...); l'aria di crisi insomma si respira anche qui. Il paese ospite é la Cina, che nel panorama mondiale si trova al terzo posto tra i più visitati negli ultimi due anni (al primo posto la Francia, mentre l'Italia si trova al quinto); e si riconferma la tendenza del turismo esperienziale come motore trainante del viaggiare 2.0.

Regge bene il week-end nelle capitali europee, e chi spende per viaggiare è soprattutto molto ben preparato (e quindi sempre più esigente e attento); grazie al prezioso ausilio delle app (qui le 25 migliori secondo il Telegraph), cerca lo sport, l'eno-gastronomia e sempre di più la cultura. Tra le molte conferenze di questa BIT c'è stata una netta predominanza di temi d'approfondimento, come gli itinerari archeologici e quelli di tipo spirituale e religioso, oltre alle esperienze green con immersioni nella natura e vacanze avventura, che sono in forte ascesa (sia a livello di proposte che di richieste) anche nelle regioni italiane.

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