Palazzo Vecchio a Firenze: storie di ordinaria mediocrità

Avete presente il post di Nemo di qualche giorno fa che denunciava l'assoluto degrado del Parco archeologico di Capo Colonna in Calabria? Io credo che ne potrebbe nascere un genere ovvero una serie di post, anche su segnalazione dei visitatori di Travelblog, sull’inadeguatezza della gestione dei siti turistici, artistici e monumentali italiani.

Nemo raccontava del degrado e dell’abbandono di uno dei mille, piccoli, periferici, meravigliosi siti artistico-archeologici della nostra penisola.

Io vorrei parlare di quello che potrebbe essere considerato uno dei Centri di gravità del sistema turistico italiano: Palazzo Vecchio a Firenze. Ci sono stato ieri mattina.

Ho ricavato una grande tristezza nel toccare con mano, di nuovo, come le risorse artistiche del nostro paese siano pressoché abbandonate a se stesse e prive di adeguate infrastrutture e servizi di valorizzazione.

Ho incontrato addetti alla biglietteria attaccati al telefono incapaci di svolgere anche un minimo servizio quale quello di indicare al visitatore l'inizio del percorso museale; ho visto opere meravigliose prive di qualsiasi supporto di fruizione che non fossero dei vecchissimi PC IBM con tastiera inelegantemente appoggiata sul tower; sui PC ho fruito contenuti non organizzati per sala e quindi poco utili ad una visita del sito dinamica e coinvolgente. Ho visto gli addetti alla sicurezza delle singole sale quasi mummificati, a testa bassa sulla tastiera sms del cellulare ormai incapaci anche di un semplice sorriso o di un buongiorno. Mi sono perso a metà visita perché ad un certo punto, assieme ad altri visitatori, ci siamo trovati di fronte ad una porta che aveva tutta l’aria di una uscita di sicurezza e non di una prosecuzione del percorso. Ho visto una segnaletica da lavori stradali e totem descrittivi illeggibili e noiosi. Ho provato una sensazione di generale decadenza. Visitatori che si guardavano attorno persi, altri che sorridevano sarcasticamente di fronte all’imbarazzante abbandono. Qualche americano o giapponese credo abbia pensato ad "una cagna in mezzo ai maiali", senza nemmeno aver mai ascoltato una canzone di De Gregori.

E' molto retorico dire che l'Italia possiede delle risorse artistiche inestimabili assolutamente non valorizzate e abbandonate a se stesse. E' retorico ma ogni volta che lo si tocca con mano si viene travolti dalla tristezza e dalla disperazione. E poi mi viene da pensare ai milioni di euro stanziati per il famoso sito Italia.it quando non si è capaci di stanziare qualche decina di migliaia di euro per valorizzare un luogo come Palazzo Vecchio: basterebbe qualche nuova semplice infrastruttura per la fruizione dei contenuti (lettori MP3, ecc.), una rielaborazione dei contenuti, delle chiavi di lettura e dei percorsi di visita, una rieducazione (a volte non sarebbe nemmeno necessaria la formazione, basterebbe l'educazione) del personale, un rinnovamento della segnaletica interna e poco altro.

Lancio un appello a tutti perché ci segnalino nefandezze, abbandoni, sprechi, inefficienze dei musei e dei luoghi monumentali italiani anche inviandoci resoconti e foto. Sarebbe un lavoro di denuncia davvero importante e lodevole per un sito come il nostro.

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