Il villaggio di Xizhou in Cina


A circa 18 Km a nord di Dàli c’è un piccolo villaggio, Xizhou, abitato da poche centinaia di abitanti, un’isola felice per chi ha il piacere di fermarsi qui.

Sono arrivata con un tuc-tuc in mattinata, è una bella giornata di sole, ora cammino per queste strade polverose come se visitassi un paese fantasma, non incontro che poche persone, tutte riservate e restie nell’incrociare il mio sguardo, alcune di loro vestite con abiti bai.

Il colore che domina è il bianco, chiare sono le strade non asfaltate, chiare sono le abitazioni che si susseguono, alcune di queste sono vecchie case cortile, distrutte a Pechino e nelle grandi città cinesi al tempo della Rivoluzione Culturale di Mao, e qui risparmiate forse grazie all’anonimato di Xizhau.


Provo ad osservare meglio in cerca di qualcuno o di qualcosa, mi addentro in queste vecchie abitazioni che sembrano abbandonate, invece le scopro vive di bambini che mi guardano con occhi stupiti, forse sorpresi dalla visita inaspettata, colpiti dalla mia curiosità o dal mio aspetto, bambini che indossano vestiti colorati, che spiccano su queste pareti color cenere.


Altre volte scopro anziane donne indaffarate a cucinare, incuranti della mia presenza si fanno fotografare e non ricambiano sorrisi o saluti.
Continuo a cercare e all’improvviso mi trovo in quella che credo essere la piazza principale della cittadina, il centro da cui si ripartono vie strette dove si susseguono negozi con diversi prodotti in vendita.

La piazza è abbastanza grande è ben tenuta, al centro c’è qualche bancarella dove si offre un piatto caldo di zuppa e tagliolini o delle focacce ripiene di verdure, mi siedo ad uno dei tavoli e pranzo qui; sono numerosi gli anziani che si ritrovano in questo posto, anche loro non mi risparmiano occhi severi quando provo a scattare qualche foto.



Lasciata la piazza mi addentro nella via più vicina e più rumorosa, qui trovo numerosi negozi molti chiusi, sul color cenere delle mura spicca il rosso mattone delle vecchie e grandi porte di legno.


Più avanti scopro un mercato, capisco dai banchi spogli e poveri di merce che si è fatto tardi, i venditori stanno riponendo tutta la mercanzia, altri sbrigano le ultime trattative, vedo che si è venduto di tutto, carne, verdura, frutta, per lo più si tratta di generi alimentari, e dalla confusione per le strade deve essere stato un bel mercato, vivo e confuso di persone.


Dalle ultime contrattazioni comprendo che i prezzi sono bassissimi, siamo lontani da quelli persino della piccola Dàli, è possibile comprare un pezzo di carne per pochissimi yuàn.

Oltre non c’è più nulla, nessuna casa, nessuna strada, solo campagna disabitata. Torno indietro ripercorrendo la strada che mi ha condotto al mercato, mi ritrovo nella piazza e svoltato l’angolo riprendo il tuc tuc lasciandomi alle spalle questo villaggio.

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E’ possibile pernottare nel villaggio di Xizhou, nella strada che conduce alla piazza c’è un vecchio albergo che prende il nome dallo stesso villaggio e che da fuori sembra pulito e dignitoso

Per chi volesse raggiungere da Dàli questo villaggio, oltre che con un tuc-tuc, può prendere l’autobus per Eryuan

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