Attraversando la Death Valley

Death Valley, USALa foto di dontink mi ha ricordato di quando, per arrivare a Las Vegas da Los Angeles, ho attraversato la death valley, guidando con le mani sul volante e piedi sul cruscotto, con la radio a palla sintonizzata su di una radio messicana che trasmetteva Laura non c'è cantata da Nek in spagnolo!

Avevo noleggiato un'auto che sembrava la sorella maggiore di una prinz, nel senso che ne aveva lo stile ma non le dimensioni (si sa che in America è tutto più grande, comprese le boiate)! Comunque, anche se brutta (ma veramente brutta) aveva la radio, l'aria condizionata, le marce automatiche e il cruiser (l'accelleratore manuale), in un'epoca che i nostri concessionari offrivano come optional il tappetino per i piedi. E così, a bordo di questa car, il cui tachimetro arriva a segnare come massimo 100 miglia all'ora, uscita dal traffico di L.A., ho impostato la velocità di viaggio e mi sono rilassato, stendendo un pò le gambe. Ho provato anche a lasciare il volante (andavo a 55 miglia...) ma l'auto tendeva a buttarsi a destra; ho il sospetto che lo facessero apposta, perchè con quelle autostrade dritte, dritte , lunghe, lunghe, che devi percorrere a passo di lumaca, il rischio più grande che si corre è quello di addormentarsi.

Ci siamo anche fermati per una sosta tecnica in mezzo alla death valley, e ci siamo sentiti un pò come Tex, mentre osservavamo l'orizzonte vicino al cactus più fotografato (ed annaffiato visto come cresceva rigoglioso...) dai turisti in viaggio negli States. 2 minuti da cow-boy, poi di corsa dentro l'auto, ringraziando San Airconditioning e pregando che l'auto (brutta, veramente brutta) non si fermasse per un guasto in mezzo alla valley.

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