Tutti i dolori del Pechino-Lhasa

Racconta John Flinn del quotidiano americano SFGate, che osservare fuori dal finestrino scene simili a quelle viste da Marco Polo come i nomadi tibetani in marcia con i loro yak, non è stata la cosa più originale del suo viaggio sulla ferrovia Pechino-Lhasa di cui già altre volte abbiamo parlato.

Quando il treno ha raggiunto il Tanggula Pass a 5072 metri di altitudine, naturalmente il passo ferroviario più alto del mondo, alcuni sacchetti di patatine sono esplosi, creme da sole e salviette umidificanti hanno iniziato a trabordare dai loro contenitori, molti passeggeri si sono attaccati alle maschere di ossigeno e le toilette esalavano acuto odore di vomito.

Pensate che per raggiungere gli oltre 5000 metri di altitudine del Kilimanjaro, a gente con un'ottima base di allenamento, vengono richiesti anche un paio di giorni di acclimatamento a quote più basse. Con il Pechino-Lhasa vi addormentate nelle pianure industriali cinesi e vi svegliate sul tetto del mondo. Sicuramente più impegnativo di scalare il Kili. I consulenti svizzeri avevano allertato le autorità cinesi su questo problema, ma non c'è stato nulla da fare: il sogno di tutti i governi cinesi della ferrovia che collegava Pechino al Tibet doveva essere realizzato. E così è stato.

Se avete voglia di tentare l'impresa in fondo all'articolo dello SFGate trovate una serie di indirizzi interessanti per informarsi, acquistare i biglietti e i visti necessari ed organizzare il vostro viaggio.

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