Week end al Wellness Hotel Hohenwart (e non solo)

Week end al Wellness Hotel Hohenwart di Scena
Come annunciato ho trascorso l'ultimo week end provando qualcosa di nuovo: tre giorni al Wellness Hotel Hohenwart di Scena, in Alto Adige. Si trattava di un esperimento, in qualche modo. Un trentenne in piena sindrome post adolescenziale, uno che le proprie vacanze le trascorre ancora ostinandosi ad uno stile di vita giovanilistico e comincia a scontarlo sulla propria pelle. Sono davvero troppo vecchio per una settimana in campeggio allo Sziget ora che i tempi del gradevolissimo cazzeggio universitario sono conclusi? Io continuo a pensare di no, ma il bisogno di fare una vacanza diversa (una di quelle in cui ti riposi e ti diverti rilassandoti sul serio) comincia a farsi sentire.

L'idea, dunque, era proprio quella. Visitare una struttura alberghiera diversa dal solito, comodità, buon cibo, un letto morbido, ritmi di vita più sani (sveglia presto, a letto non troppo tardi) per recuperare energie e "stare bene". La scelta, come detto, ricade sul Wellness Hotel Hohenwart. La partenza è già un imprevisto: il programma prevede partenza al giovedì, ritorno alla domenica. "Subito dopo pranzo mi metto in macchina", le classiche ultime parole famose. Il lavoro non ti lascia partire e alla fine ti ritrovi in auto da Torino in direzione Alto Adige alle 17. "Non arriverò mai in tempo per cena", "dovrò avvertire?".

Week end al Wellness Hotel Hohenwart di Scena

Week end al Wellness Hotel Hohenwart di Scena
Week end al Wellness Hotel Hohenwart di Scena
Week end al Wellness Hotel Hohenwart di Scena
Week end al Wellness Hotel Hohenwart di Scena

Al solito, scelgo di fidarmi della mia capacità di "recuperare" con un viaggio senza soste. Peccato che i limiti di velocità siano rigidi (gli autovelox e il sistema Tutor altrettanto) e non avessi considerato il traffico della Tangenziale milanese. Disastro, non riesco ad arrivare che alle 22 passate, dall'albergo si chiedono dove io sia finito e mi chiamano. Li rassicuro, sono praticamente lì. Già penso che dovrò risolvere in qualche maniera improbabile il problema della cena quando quasi alle 23 arrivo in albergo.
La signora Christine Laimer, parte della Famiglia Mair che sin dal 1957 (anno in cui il padre Franz aprì una pensione con appena 18 letti da vero pioniere del turismo in Sud Tirolo) gestisce l'Hohenwart, mi accoglie. Ovviamente la cucina è ormai chiusa, ma un vassoio di ottimi salumi affumicati (fra cui il famigerato speck locale) servito ugualmente all'ospite ritardatario appena arrivato risolve qualsiasi problema. Perfetto.

La prima impressione è quella di trovarsi in una struttura che coniuga perfettamente un arredamento moderno con lo stile classico tirolese, senza eccessi. La sala bar e ristorante ne sono un esempio. A dispetto di un Hotel di alto livello, con comfort di ogni genere, sorprende la sensazione di gradevole informalità. Il personale si riferisce all'Hohenwart con il termine "casa", gli ospiti dell'albergo alloggiano "nella casa", non sono semplicemente clienti. La sensazione di familiarità, non condita da alcuna invadenza, mi accompagnerà per il resto del soggiorno.

La stanza è all'altezza. Arredata con cura, con una vista incantevole sulla valle che ospita la vicina Merano, e quei dettagli che fanno la differenza. Potrà sembrare scontato (per quanti sono più previdenti ed organizzati di me), ma il fatto che ogni camera sia dotata di uno piccolo zaino da trekking e di un ombrello, fondamentali per le passeggiate che offrono le decine di itinerari per le passeggiate che offre Scena e i suoi dintorni, è un piccolo elemento molto significativo. Il senso più profondo di un week end di relax comprende anche la possibilità di non dover "pensare a tutto" perché c'è qualcuno che lo fa (o lo ha già fatto, in questo caso) al posto tuo. Se devi preoccuparti di tutto, esattamente come quando sei a casa o in ufficio immerso nel lavoro e nella routine quotidiana, che vacanza sarebbe?

Sveglia alle 9, si scende per la colazione. Il buffet è ricco, perfettamente in grado di soddisfare tutti i palati, da quello tipicamente italiano che con una brioche e un cappuccino ha soddisfatto i suoi bisogni, a quello anglosassone che preferisce salsicciotti, pancetta e uova. Impossibile rimanere delusi.

L'albergo possiede la certificazione Belvita che garantisce i migliori hotel, 4 stelle, 4 stelle superior e 5 stelle, che offrono un'ampia varietà di trattamenti wellness. L'Hohenwart può vantare un piccolo gioiellino, la Vista SPA. Una moderna struttura, collegata a tutti gli edifici che compongono l'albergo, inaugurata poco più di un anno fa. Non stiamo parlando di un "albergo con la sauna", ma di una vera e propria SPA. Il secondo piano è occupato da 4 fra diversi tipi di saune e bagni di vapore, l'area relax (con la caratteristica di affacciare sul paesaggio sottostante della valle e sovrastante delle montagne) è ampia e accogliente.

Io ho scelto di provare il trattamento "In Vino Sanitas", un "rituale" (come viene definito enfaticamente) che prevede un pediluvio, riflessologia plantare, tampone nella zona cervicale, massaggio peeling, bagno benefico e spalmatura balsamo.
Il filo conduttore? L'uso di prodotti naturali derivati dall'uva. Farina di vinaccioli, uva fresca, olio di vinaccioli. Un utilizzo decisamente differente da quelli consueti del frutto della vite, almeno per me.

Il tempo trascorre decisamente in fretta, proprio come quando sei al lavoro e hai mille cose da fare, ma se ci si sente sopraffatti in questo caso è da sensazioni esclusivamente positive. L'appuntamento con la SPA è al pomeriggio, per provare le diverse saune di cui vi parlavo, ma a pranzo sfrutto l'occasione di entrare nella cucina dell'albergo per approfittare di un breve corso di cucina tenuto dallo chef dell'Hohenwart che mi spiega i segreti per la preparazione di uno piatti tipici della tradizione sud tirolese: i Canederli. Lo ammetto candidamente, non sembrano per nulla difficili da cucinare, ma sulla possibilità di ripetere esattamente il risultato dello Chef Markus non ci scommetterei. La foto dovrebbe rendere l'idea.

La prima parte del pomeriggio trascorre con la programmata nuova visita alla SPA e, nonostante il tempo non soleggiato, un bagno nella splendida vasca di acqua salata posta sul tetto della struttura. Ah, dimenticavo, qualora non vi bastassero c'è una sauna anche lì, con una finestra panoramica sulla valle.

Mi rendo conto di aver "perso" il buffet di dolci offerto fra le 15 e le 17 e decido di consolarmi spostandomi nell'edificio centrale del complesso, quello che ospita la splendida piscina coperta riscaldata che affaccia sul giardino dotato di una seconda piscina, anch'essa riscaldata, per le giornate più soleggiate. Un paradiso per i bambini, che possono giocare liberamente avendo a disposizione un'area a loro dedicata, con gli adulti che cercano la massima tranquillità che possono essere facilmente accontentati nella SPA.

A cena provo il menu proposto dallo Chef Markus e dai suoi aiutanti, una cucina che fonde gli elementi cardine del Sud Tirolo con il gusto italiano ed elementi della cucina internazionale. C'è ovviamente la possibilità di variare con piatti specifici, ma non ne sento l'esigenza. A fine pasto sono sazio e soddisfatto, senza essermi appesantito. Non amo molto il vino in estate e così durante il pasto chiedo una birra. Il cameriere mi propone una chiara artigianale non filtrata, prodotta dal birrificio Pfefferlechner, di Lana.

Me ne innamoro e chiedo informazioni venendo a conoscenza di un dettaglio che mi era sfuggito dalla lettura dei dépliant che avevo trovato nella mia stanza. Il birrificio è di proprietà del Signor Laimer, marito di Christine, e per gli ospiti dell'Hohenwart c'è la possibilità di "trasferire" lì la mezza pensione dall'albergo. Un'occasione che non mi farò sfuggire la sera successiva.

Al sabato decido di non viziarmi ulteriormente nella SPA e affronto un'impegnativa (almeno per me che sono il classico animale da città) escursione fino alla Malga Obisell. Lo spettacolo delle Alpi e di una natura ancora incontaminata che ha tanto da offrire non è rovinata dal tempo ancora incerto. Buona regola, sempre valida in montagna, è quella di non scoraggiarsi di fronte ai nuvoloni all'orizzonte: le probabilità che vengano portate via in breve tempo dal vento e che si apra uno squarcio con uno splendido cielo azzurro sono molto alte.

Al rientro in albergo un bagno in piscina e una sauna sono l'ideale per ritemprarsi e "aprire lo stomaco". Così quando mi sposto di pochissimi km fino a Lana ed entro nell'Osteria Pfefferlechner sono pronto per un buon boccale di birra (facciamo due visto che dovevo ancora provare l'ottima scura). L'ambiente non è quello dell'Hohenwart, ma mantiene quel buon gusto nell'arredamento anche su un registro completamente diverso.

L'Osteria ha un ampio cortile esterno, ideale sfogo per i bambini che si aggirano liberamente mentre osservano e giocano con gli animali da fattoria ospitati nei recinti. Il cibo è decisamente più "rustico", i piatti sono quelli tipici da birreria, dallo Stinco di Maiale alle frittelle di mele con crema di vaniglia. Una delizia. La tenuta è stata ristrutturata valorizzando al meglio l'architettura presente: l'idea è quella di mostrare ai clienti l'attività del birrificio.

L'intera produzione, dalla macinatura del malto d'orzo in avanti, è "a vista". Mentre assapori la tua "Pfeffer" hai l'esatta percezione di come e dove sia stata "creata". Decisamente affascinante per un amante della birra artigianale.

Essere ospite della "casa" della Famiglia Mair, l'Hotel Hohenwart, fornisce anche questa possibilità. In un solo week end si ha la possibilità di coccolarsi in una SPA moderna, affrontare splendide escursioni in montagna, assaporare il gusto di una cucina raffinata e i sapori di una tipica "stube". Difficile chiedere (ed ottenere) di più.

Week end al Wellness Hotel Hohenwart di Scena
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Week end al Wellness Hotel Hohenwart di Scena
Week end al Wellness Hotel Hohenwart di Scena
Week end al Wellness Hotel Hohenwart di Scena
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