Le vacanze in tempi di crisi, tornano i pranzi al sacco

Mangiare in spiaggiaMi ricordo di quando, bambina, andavamo in spiaggia a Capoccotta. Non c'erano ancora i nudisti, ma in compenso, qua e là lungo la spiaggia, potevo osservare grandi riunioni familiari, intorno a tavolini da campeggio, stipati di piatti, bicchieri, bottiglie, pentole e cocomeri, comprati lungo il tragitto per arrivare al mare.

Le guardavo con invidia, perché di solito si trattava di famiglie numerose, con tanto di zii e cugini, mentre noi, da ultimi arrivati a Roma, eravamo solo in quattro; e le invidiavo per i pranzi che riuscivano ad organizzare in spiaggia, primo, secondo e contorno, come fosse una festa (e forse lo era). Io li guardavo, ma poi mi dovevo accontentare del mio pranzo al sacco, che di solito comprendeva la rosetta, prosciutto e pomodoro, se non anche, per il secondo panino, la rosetta con il pomodoro "sfranto", sale ed olio. Erano altri tempi, tempi difficili, che però, purtroppo, sono tornati, come l'abitudine di andare al mare con il pranzo al sacco, come testimonia una ricerca della Coldiretti.

Foto stefanedberg

Secondo questa ricerca, quest'anno per gli italiani si conferma la tendenza al ritorno al pranzo al sacco quando si va in spiaggia al mare, tendenza che era stata registrata già lo scorso anno, e che quest'anno risulta ancora in crescita. Si è passati dal 19% del 2011, al 33% del 2012. Un italiano su tre quest'anno organizzerà il pranzo al sacco, un dato che fotografa bene la difficile situazione che stiamo vivendo.

E nel nostro sacchetto, tra i cibi troviamo frutta (74%), pane (70%), salumi (67%), formaggi (57%), verdure (33%), piatti pronti (22%)- pasta e riso ma anche lasagne - carne in scatola (8%), e tra le bevande, acqua (77%), succhi di frutta (29%), birra (28%) e vino (15%). Insomma, meglio rinunciare a sedersi a tavola in un ristorante o in una trattoria, che ad una giornata al mare.

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