Vittorio Emanuele e i cavalieri della tavola arrotonda

Da Malta Vista, il settecentesco forte in stile barocco dell'isoletta maltese di Manoel, l'antico lazzaretto dei Cavalieri di Malta poi riconvertito a scopi militari. Dice Repubblica che nei primi anni '80 Manoel stava per diventare un piccolo paradiso fiscali con Casinò, porto turistico e ammenicoli vari.

Assieme al finanziere spagnolo Juan Blas Sitges, il figlio di re Umberto annunciò un ambizioso progetto: trasformare Manoel Island in un ghetto turistico per super ricchi.

Monarca di questo regno maltese, Vittorio Emanuele: porto attrezzato per 837 barche, 400 ville, due alberghi cinque stelle, golf club, parco, museo dedicato alla ricostruzione storica dell'assedio di Malta da parte dei turchi nel 1565. E, guarda la coincidenza, un fastoso Casinò. A due passi dalla Sicilia - i siciliani sono considerati i più grandi giocatori d'Europa - dalla Grecia e dalla Turchia. Il tutto con un preventivo di 150 milioni di dollari d'investimento, l'intervento di un consorzio svizzero e il consenso dell'allora leader socialista Carmelo Mifsud Bonnici.

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