In Giappone Google Street View censura la statua del Buddha

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Dal 2001 i furgoncini di Google Street View si aggirano in ogni parte del mondo per fotografare vie e quartieri delle città, al fine di creare questa enorme mappa tridimensionale attraverso la quale poter conoscere i luoghi, anche quelli più impervi.

Il più delle volte, però, le immagini vengono scattate con un viavai di persone e mezzi di trasporto e poichè non si può attendere che non ci sia nessuno, si scatta ugualmente la foto che verrà successivamente pecettata.

Tuttavia da qualche tempo, ai fini della privacy, i volti e le targhe delle automobili vengono sfocati, attraverso un sistema di riconoscimento facciale che tutela l'ignaro passante.

In Giappone, paese dove la riservatezza è un must, questa tutela della privacy è diventata un po'eccessiva e il sistema tecnologico ha addirittura sfocato i volti di statue buddhiste o di omini che compaiono sui cartelloni pubblicitari.

Perciò basta fare un giro per le città del Sol Levante e scoprire che il sistema di riconoscimento facciale lavora senza fare alcuna distinzione tra umano, statua o cartellone.
Così ad essere tutelato troviamo anche l'Ushiku Daibutsu, una grande statua dell'Amitabha Buddha che si trova in Giappone nella città di Ushiku, prefettura di Ibaraki.


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