La Grande Madre in mostra a Milano


La maternità, il suo racconto, le sue meraviglie, ma anche le sue zone oscure e terribili, la sua oppressione, fino alla sua completa negazione. C'è una narrazione potente ed enciclopedica nella mostra a Palazzo reale a Milano. Un'impresa vastissima, quasi museale, che, nell'ambito di Expoincittà, offre la possibilità di guardare al femminino nelle arti nel senso più ampio del termine, dal primo Novecento a oggi.

A condurre il racconto, che è sia cronologico sia tematico, sono soprattutto artiste donne, ed è difficile scegliere chi citare tra la seminale Louise Bourgeois e Pipilotti Rist, che ha occupato con il suo lavoro un soffitto del palazzo milanese, tra le icone globali di Frida Kahlo e i video disturbanti di Nathalie Djurberg. Tra le performance con un reggiseno di Yoko Ono o le ispezioni corporee di Joan Jonas.

Molti i lavori femministi presenti in mostra, alcuni dei quali ancora pungenti, e la ribellione che sottendono è quella contro la figura di un padre-padrone, che simboleggia non solo il dominio fisico, ma anche quello narrativo. "La Grande Madre", comunque, non presenta solo opere di donne e tra i pezzi pregiati spicca una monumentale "Baloon Venus" di Jeff Koons.

Ma gli spunti sono innumerevoli, come in ogni enciclopedia che si rispetti. Con la differenza che il mistero di fondo rimane ovviamente non svelato e non svelabile. "La Grande Madre" sarà aperta al pubblico a Palazzo Reale fino al 15 novembre.
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Foto Itzel Galván

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