Anche Palazzo Italia non è più italiano


Il simbolo dell'Italia a Expo 2015, Palazzo Italia, ha un segno distintivo: la facciata bianca fatta di 900 pannelli traforati uno diverso dall'altro, che evoca una foresta ramificata. A realizzarla, con uno speciale cemento biodinamico capace di assorbire lo smog, è stata la bergamasca Italcementi che però, a tre mesi dall'apertura dell'esposizione universale, è passata sotto il controllo di un gruppo tedesco.

Del resto la multinazionale bergamasca ha sempre creduto nelle Esposizioni universali: dalla medaglia d'argento all'edizione di Parigi del 1867, passando per il successo internazionale del padiglione italiano in cemento trasparente simbolo dell'Expo 2010 di Shanghai, fino all'impegno personale di Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi, che dal primo al 14 maggio ha fatto il volontario in incognito a Expo 2015.

E così un altro grande pezzo d'Italia non è più italiano; che sia a seguito di un acquisto da parte di stranieri, come nel caso di Nuovo Pignone comprata da General Electric, o di uno spostamento all'estero, come nel caso dell'ex Fiat ora anglo-olandese, poco importa.

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Foto Expo2015.

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