Ma com'è andare a vivere in Nuova Zelanda?

paolo re famigliaMa com'è andare a vivere in Nuova Zelanda? Abbiamo provato a chiederlo a uno che l'ha fatto, Paolo Re, e che l'ha fatto non da solo, ma con tutta la famiglia. Cane e gatto compresi! Paolo si è inventato insieme a Francesco Guerrera e Nicola Lampugnani (di First Floor Under/Tbwa) il progetto My Family Goes To, ed è nella terra dei kiwi ormai dal gennaio scorso. Potete seguire le avventure di Paolo e famiglia sul loro tumblr.

- A quasi sei mesi dal trasferimento che bilancio puoi fare dell'esperienza? Quante voci sono in attivo e quante in passivo?

Questa esperienza è una grande opportunità per tutta la famiglia, animali compresi. Per ognuno di noi il trasferimento ha significato un cambiamento, ma anche la possibilità di trovare nuove motivazioni. Il bilancio sino ad ora non può essere che positivo: l’atmosfera, il clima (non solo metereologico!), le persone, il cibo, il vino... A ciò si aggiunge la voglia di conoscere e far conoscere la Nuova Zelanda non solo per i suoi paesaggi meravigliosi, location di film toccanti e fantastici, ma per tutte le risorse che giorno dopo giorno scopriamo: artisti, musicisti, designer... C’è una grande vitalità espressiva, tanta voglia di realizzare i propri sogni. Ricordo sempre ciò che un gentilissimo signore neozelandese un giorno ci ha detto: “in Nuova Zelanda se vuoi fare qualcosa, fallo, fai in modo di realizzarlo”, per noi è stato come dire se hai un sogno fai di tutto per realizzarlo. Beh! Noi non abbiamo mai smesso di sognare ....D’altronde le nostre professioni realizzano, e vivono di sogni.

- Hai cambiato vita con la tua famiglia andando agli antipodi, in Nuova Zelanda. Oggi come vedete da laggiù la situazione dell'Italia e dell'Europa?
Abbiamo deciso di vivere questa avventura circa due anni fa, quando la situazione economica e sociale italiana ed europea non era drammatica. Il nostro lavoro, la nostra routine quotidiana avrebbe potuto continuare, tutto andava bene, ma sentivamo la necessità di cercare altro come Famiglia. Anche quando siamo partiti a gennaio, la situazione appariva complicata, ma superabile! Ora leggiamo i quotidiani, parliamo con i nostri familiari e amici e anche da qui respiriamo l’aria e la tensione che vivono tutti i giorni. Credo che la crisi economica stia colpendo tutto il mondo, ovunque il momento socio-economico è particolare.

- Tre motivi per cui non ne potevi (o non ne potevate) più di stare in Italia
Non credo si possa fare una lista di motivazioni per cui abbiamo preso questa decisione. Che comunque non è un fuggire dall’Italia, ma la necessità di Ritrovarsi. Credo ci sentissimo pronti e forse abbastanza forti per regalarci un momento per la nostra famiglia. Un’occasione di crescita come individui e gruppo famigliare. Motivi? il bisogno di trovare nuova energia creativa, nuova linfa vitale, il desiderio di far sognare nostra figlia, dandole la possibilità di aprirsi al mondo.

- Tre motivi per cui avete scelto di andarvene proprio in Nuova Zelanda
Siamo venuti qui in vacanza due anni fa per vedere se poteva essere questo il posto che cercavamo. È un luogo meraviglioso, ovunque possiamo trovare ispirazione, le persone sono amichevoli e disponibili. Ci saranno altri posti come questo? Certo, in Italia o all’estero, vedo posti fantastici in cui vorrei vivere, ma in questo momento della nostra vita crediamo che lo “Stile di Vita” neozelandese sia quello più giusto per noi.

- Quali sono stati i problemi pratici più grossi che avete dovuto risolvere all'arrivo in Nuova Zelanda?
Problemi pratici? Trovare casa, fare la spesa senza auto, la chiusura dei negozi ad orari diversi. Quando siamo arrivati abbiamo trascorso tre settimane in una situazione bellissima, ma psicologicamente fragile perché temporanea, nel frattempo abbiamo cercato la casa in affitto, una vecchia auto di seconda mano con più di trecentomila chilometri, svolto le pratiche essenziali per poter vivere qui. Abbiamo camminato molto le prime settimane: la casa, la spesa, la macchina. Cose che a Milano davamo scontate perché ormai parte della nostra vita. Ma questo ci ha permesso di conoscere la zona, conoscere persone, inserirci nell’ambiente che per un anno sarà la nostra casa e soprattutto tornare ad essere soddisfatti anche di piccole cose.

- Le tre cose più facili da fare una volta arrivati in Nuova Zelanda
Chi vive qui dice che qui tutto è “easy”. Non è banale come osservazione. Credo che tutto sia legato al fatto che le regole ci sono e vengono applicate e rispettate da tutti. Si sta in fila e non importa per quanto, gli operatori non hanno fretta di svolgere il loro lavoro, ma si occupano e preoccupano del cliente che stanno servendo, nei negozi ti accolgono con gioia e ti aiutano a trovare la soluzione migliore per le tue esigenze. Cose forse che a Milano, ma forse in Europa, si sono perse : il tempo di vedere l’altro, la voglia di conoscere e aiutare. In tutto questo è più facile integrarsi (non ci sentiamo estranei perché tutti dal primo momento ci hanno accolto positivamente), fare amicizia (le persone non hanno paura dell’altro, c’é voglia di conoscere e aiutare) e assumere più energia creativa possibile che un posto come questo può dare.

- La prima cosa di cui ci si innamora in Nuova Zelanda?
La Luce. Noi pensiamo che la luce di questo posto sia straordinaria, che gli spazi immensi, la vegetazione, i colori, la sorprendente varietà di paesaggi, tutto contribuisca ad ispirarci. Lo stare insieme tra vicini come se fossimo in una vecchia corte, in campagna.

- Come funziona con la scuola per vostra figlia?
”Funziona”. Nostra figlia, Andrea, è entusiasta della scuola. Lei dice:“..mi piace l’obiettivo che la scuola si pone”: formare gli adulti di domani, perché possano crescere e migliorarsi e costruire un mondo migliore. Non sono solo parole, questo popolo “lavora” per preservare la bellezza della natura e delle tradizioni, perchè i ragazzi possano sognare. Questo lo noti negli occhi dei ragazzi, ma anche nella passione dei professori.

- Avete avuto qualche difficoltà a portare con voi due animali?
Qualsiasi difficoltà è valsa la pena: per gli animali è necessario un permesso di importazione e specifiche vaccinazioni e controlli che partono un anno prima della partenza e continuano fino al momento del decollo, poi la quarantena (10 giorni). Ne è valsa la pena perché Ox, il cane, e Duma, il gatto, sono parte integrante della nostra famiglia e non potevano mancare in questa avventura. Sono entrambe sereni e ben ambientati, curiosi, di conoscere il mondo che li circonda.

- Che cosa vedevate prima dalla finestra di casa ieri? E cosa vedete oggi?
In entrambi i casi siamo fortunati: a Milano abitiamo in periferia e abbiamo la fortuna di essere circondati da spazi verdi, qui invece siamo avvolti dal verde, ovunque ci giriamo vediamo alberi e verde. Ma qui tutto e tutti sono avvolti dalla vegetazione. L’importante è imparare a condividere il territorio (la casa) con ragni, mantidi religiose, cavallette, tutto di dimensioni extra-large.

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