Città fantasma in Italia, Roghudi Vecchio, San Severino di Centola e Valle Piola



Città che muoiono, come Civita di Bagnoreggio nel Lazio oggi abitata da 6 abitanti, città che non vogliono morire, come Pentedattilo in Calabria, che dopo essere stata abbandonata, prova a rinascere grazie al turismo, città che sono morte, città fantasma, come Craco in Basilicata.

Tanti sono i paesi in Italia che, per diversi motivi, sono stati abbandonati, diventando le nostre ghost town, città fantasma appunto. Qui ho raccolto alcune fotografie di Roghudi Vecchio in Calabria (64 chilometri da Reggio Calabria), San Severino di Centola in Campania (12 chilometri da Palinuro), e Valle Piola in Abruzzo (20 chilometri da Teramo).

Roghudi Vecchio sull'Aspromonte, abitato da gente di etnia greca (vedi anche il nome), fu abbandonata a seguito di due fortissime alluvioni, che si abbatterono sulla zona nell'inverno a cavallo tra il 1971 e il 1972; il nuovo paese fu fondato a 40 chilometri, sulla costa ionica. Le storie del paese, raccontano di chiodi conficcati nelle mura della case, cui fissare delle corde legate alle caviglie dei bambini, per paura che cadessero nei burroni circostanti.


Foto Geofix, Gerald Keller, AleBonvini, a_sorense, @Michael, pizzodisevo

San Severino di Centola, probabilmente fondato dai Normanni nel X secolo, per secoli ha goduto di una certe importanza, per la sua posizione strategica. San Severino di Centola è stato "assassinato" dalla ferrovia, costruita nel 1888, che ha attirato a valle la sua popolazione, svuotando piano, piano, l'antico abitato arroccato sullo sperone montano.

Valle Piola è disabitata dal 1977, da quando cioè, l'ultima famiglia che l'abitava, decise di trasferirsi altrove. Da sempre abitata da gente dedita alla pastorizia, così isolata dal resto della regione, da parlare un dialetto quasi incomprensibile (si dice che risalga ai Longobardi), il paese lo scorso anno ha avuto l'onore delle cronache, per essere stato messo in vendita a 550.000 euro.

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