Viaggio in Polinesia Francese: l'itinerario

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Sicuramente due settimane non sono abbastanza per visitare tutta la Polinesia Francese, abbiamo quindi deciso di limitarci all'esplorazione di alcune isole dell'Arcipelago della Società - Tahiti, Huahine, Raiatea, Taha'a - e di Tikehau, un atollo dell'Arcipelago Tuamotu. La scelta di escludere Bora Bora e Moorea dal nostro itinerario è stata dettata dal fatto che su queste due isole si è già raccontato molto - sono infatti tra le mete turistiche più popolari di tutta la Polinesia. Abbiamo invece preferito optare per località meno conosciute in modo da scoprire il vero spirito di quest'incredibile angolo di paradiso. Ma prima di cominciare la descrizione vera e propria del nostro viaggio, vorremmo dare qualche informazione sulle destinazioni da noi scelte.

Tahiti


Tahiti

è l'isola più grande dell'Arcipelago della Società e fa parte del gruppo conosciuto come le isole del vento che comprende anche Moorea, Maiao, Mehetia e Tetiaroa. Per chi vuole visitare la Polinesia francese è una tappa obbligata in quanto l'unico aereoporto internazionale si trova nella capitale, Papeete. Come tutte le isole della Polinesia, Tahiti è di origine vulcanica ed è circondata da lagune e a loro volta delimitate da barriere coralline.

Conosciuta in passato come Otaheite, quest'isola è composta da due masse vulcaniche collegate tra loro dall'istmo di Taravao: quella più grande - Tahiti Nui - comprende il Monte Orohena (2000 m di altezza) mentre la più piccola si chiama Tahiti Iti ed è caratterizzata dal Monte Mairenui (1300 m). Nel 1767 il marinaio inglese Samuel Wallis fu il primo europeo a mettere piede sull'isola, seguito un anno dopo dall'esploratore francese Louis Antoine de Bougainville (1768) e dal capitano James Cook (1769).

Huahine


Huahine

(che in Polinesiano significa vagina) con Raiatea, Taha'a, Bora Bora, Tupai, Maupiti, Mopelia, Motu One e Manuae fa parte delle isole sottovento, si trova a 175 km da Tahiti ed è famosa per il fatto che la più grande gara di canoe del Pacifico del sud (Hawaiki Nui Va'a) parte proprio da lì. Quest'isola si distingue per i suoi numerosi siti archeologici che includono vari marae (luoghi sacri utilizzati in passato per riti che prevedevano sacrifici umani) ed il tempio Orohaehae.

Come molte altre isole di questo arcipelago, Huahine è caratterizzata da una vegetazione lussureggiante, spiagge semideserte e splendidi motu. Quello che la differenzia dalle altre invece è la serie di interessanti leggende spesso ricche di riferimenti sessuali legate alle caratteristiche del suo territorio. La sua economia si basa sulla pesca e sulla coltivazione di meloni, vaniglia, cocco e banane.
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Raiatea


Raiatea

è considerata l'isola sacra della Polinesia in quanto si dice sia il luogo di nascita della cultura Mahoi e la presenza di resti molto antichi sembrerebbe confermarlo. Dico 'sembrerebbe' perche' non è facile stabilire con esattezza le tappe della storia polinesiana in quanto i primi documenti scritti risalgono all'epoca degli esploratori europei. Le popolazioni del luogo infatti hanno sempre tramandato la loro storia attraverso la tradizione orale e le date che abbiamo sono state stabilite attraverso l'analisi del carbonio dei reperti scampati alle intemperie ed alla distruzione da parte dei primi colonizzatori.

In quest'isola si sente molto il legame col passato forse anche perchè risulta tra le meno contaminate dalla cultura occidentale. E' divisa in due da un corso d'acqua dolce che come potete immaginare è sempre stato molto importante per la popolazione locale e la leggenda dice che fu creato dal colpo di coda di un anguilla sacra. A Raiatea si può ammirare il marae più grande di tutta la Polinesia francese, il Taputapuatea, sul quale venivano sacrificati molti giovani ragazzini.

Una curiosità: le donne e gli omosessuali nella cultura indigena erano considerati impuri e non potevano essere sacrificati agli dei. Molte madri quindi per evitare che i loro figli maschi venissero uccisi durante i rituali sacri, li facevano crescere trattandoli come bambine, cercando di far loro acquisire un portamento particolarmente effemminato. A questi uomini-donna erano dato il nome di mahu, mentre i gay erano conosciuti invece come re-re.

Taha'a


Taha'a

si trova a soli 4 km da Raiatea ed è famosa principalmente per le sue piantagioni di vaniglia: il 70% di tutta la vaniglia polinesiana infatti arriva da quest'isola ed è particolarmente ricercata dagli chef di tutto il mondo in quanto le speciali tecniche impiegate per la sua produzione la rendono estremamente aromatica. La coltivazione di perle è stata anche uno dei mezzi di sostentamento più popolari di quest'isola per molto tempo ma negli ultimi anni le cose sono cambiate a causa della crisi economica e delle tasse altissime imposte dal governo polinesiano. Adesso la popolazione locale è tornata nuovamente a dedicarsi all'agricoltura ed in particolare alla produzione di banane e cocco, che richiedono molte meno attenzioni e sono più affidabili in quanto più resistenti alle intemperie ed ai cambi climatici.
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Tikehau


L'ultima tappa del nostro itinerario è Tikehau, un atollo corallino di 26 chilometri di diametro famoso per essere quello con più pesci di tutta la Polinesia. E per ammirare mante, squali, razze, delfini, barracuda e tonni non serve neanche immergersi, tanto limpide sono le acque di questa laguna. Le sue spiagge rosa sono il paradiso di paguri e granchi di tutti i tipi e dimensioni, ma non solo: c'è anche un isolotto inabitato popolato solo da un incredibile numero di uccelli. Tikehau è inoltre famoso per gli enormi granchi da cocco, bestioni rossi che escono solo di notte capaci di rompere le noci con un solo colpo di chela.

Segui qui tutto il nostro viaggio in Polinesia Francese.

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