Il Ponte Vecchio a Firenze: la storia

Che ne dite se oggi andiamo a vedere qualcosa sulla storia e sulle origini del Ponte Vecchio a Firenze?

Se andate a visitare Firenze, non potete non fare un salto sul Ponte Vecchio: si tratta di uno dei simboli di Firenze. Come di sicuro saprete, il Ponte Vecchio permette l'attraversamento del fiume Arno ed è anche uno dei ponti più celebri a livello mondiale, fotografato da tutte le angolazioni. Quando si va a visitare Firenze, una foto sul Ponte Vecchio è praticamente obbligatoria. In realtà nei tempi antichi, si parla del I secolo a.C., in questa zona esisteva un guado, anche se pare che il primo attraversamento dell'Arno fosse più a monte: qui sono infatti state ritrovate antiche fondamenta romane.

Storia e origini del Ponte Vecchio a Firenze


Ponte Vecchio

Foto del Ponte Vecchio a Firenze


Però all'epoca non si parlava ancora di ponte, era più che altro una passerella che venne poi ingrandita intorno al 123 dall'imperatore Adriano. Questo ponte romano venne distrutto nel VI-VII secolo, complice anche le frequenti inondazioni dell'Arno. Dopo l'ennesimo crollo nel 1177, ecco che nell'attuale posizione venne ricostruito un ponte, il quale appoggiava su fondamenta più antiche. Però anche questo cedette all'alluvione del 1333. Nel 1345 si riparte con la ricostruzione attribuita a Taddeo Gaddi se ascoltate il Vasari, mentre secondo altri fu opera di Neri di Fioravante. Ecco che poi nel 1442 le autorità cittadine decisero di confinare i macellai nelle botteghe sul Ponte Vecchio, in modo da allontanarli dalle abitazioni del centro. Ecco che allora il Ponte Vecchio in quel periodo divenne il mercato della carne. I macellai decisero poi di aggiungere delle stanzette in legno puntellandole poi con dei pali.

Passiamo al 1565, Giorgio Vasari costruisce su ordine di Cosimo I il Corridoio Vasariano, collegamento fra Palazzo Vecchio, sede del potere politico e Palazzo Pitti, la magione dei Medici. Si tratta di un corridoio lungo un chilometro: inizia da Palazzo Vecchio, attraversa la Galleria degli Uffizi, passa accanto il lungarno Archibusieri, poi sovrasta le botteghe del lato est, oltrepassa la torre dei Mannelli e continua sulla riva sinistra o Oltrarno fino a giungere a Palazzo Pitti.

Nel 1593 Ferdinando I decide che le botteghe passino dai macellai agli orafi e ai gioiellieri: non era molto carino avere l'odore degli scarti della macellazione proprio sotto al Corridoio. Il Ponte vecchio ha visto passare numerosi personaggi storici, fra cui anche Hitler e Mussolini. Pensate che questo è stato l'unico ponte di Firenze a non venire distrutto dai tedeschi durante la ritirata del 1944 (anche se i punti di accesso vennero danneggiati lo stesso).

La caratteristica che i turisti notano subito è il passaggio contornato dalle due file di botteghe: in origine erano dei portici, poi vennero chiusi. Tutte le botteghe affacciano sul passaggio centrale, ognuna ha un'unica vetrina, mentre il retrobottega è rappresentato da stanze che sporgono sul fiume sostenute dai beccatelli. Un tempo, poi, nei quattro angoli del ponte c'erano delle torri di accesso, ma i tedeschi le distrussero tutte ad eccezione della torre dei Mannelli. La torre dei Rossi-Cerchi, invece, venne successivamente ricostruita.

Da fotografare, poi, il monumento con il busto di Benvenuto Cellini che si trova al centro del ponte, dove si trovano le due terrazze panoramiche. Sopra la terrazza a est c'è il Corridoio Vasariano (il quale se non sbaglio ha anche visto transitare di lì il professor Robert Langdon nel romanzo Inferno di Dan Brown), mentre la terrazza a ovest presenta per l'appunto il busto corredato anche di fontanella. La peculiarità della cancellata del monumento del Cellini è che veniva usato dagli innamorati per appendervi i lucchetti. Pare che qui i lucchetti siano arrivati ancora prima rispetto a quelli del Ponte Milvio a Roma. Ho usato il passato perché nel 2006 l'amministrazione comunale, stanca del deturpamento delle decorazioni, ha messo una multa di 50 euro per tutti coloro che vengono beccati a mettere i lucchetti. Ecco che da allora i lucchetti sono migrati al lungarno degli Archibusieri.

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