Un giro alla scoperta della Catalunya, tra enoturismo e storia

La cultura del vino e il recupero delle tradizioni con un occhio alla modernità

Se siete amanti dell'enoturismo c'è una regione spagnola che può offrirvi interessanti e insolite opportunità, al di fuori dei consueti itinerari turistici: si tratta della Catalunya, con la sua secolare tradizione vinicola. Un viaggio attraverso alcune delle denominazioni d'origine in cui si divide la Catalunya: Alella, Penedès e Pla de Bages.

Alella

Partendo da Barcellona, la nostra prima tappa è Alella: una volta in questa zona c'erano numerose vigne, ma a partire dagli anni Settanta, a causa della cementificazione, il loro numero è calato. Essendo vicini al mare, la brezza salata dà un sapore particolare al vino, coltivato su un particolare tipo di terreno granitico. Un aspetto interessante - non solo di quest'area - è l'attenzione che molte aziende produttrici pongono nell'ecosostenibilità della produzione, per ottenere vini naturali ecologici (come ad esempio alla cantina Marfil Alella). In caso foste in zona all'orario dell'aperitivo, potete fare tappa al Celler Alta Alella, una cantina a conduzione familiare che produce anch'essa vini ecologici e offre tutta una serie di attività legate all'enoturismo.

Penedès

Seconda tappa di questo giro alla scoperta dei vini della Catalunya è il Penedès: anche qui sono presenti aziende a conduzione familiare, come la cantina Eudald Massana Noya, in cui si produce il vino cosiddetto 'cava'. Si tratta di un vino spumante prodotto con il metodo classico - come lo Champagne - ma con diverse varietà di uva. Anche qui non manca l'attenzione alla sostenibilità e all'ecologia: la cantina Torres è un esempio di questa filosofia, dato che si impegna a riciclare l'acqua, utilizza pannelli solari e con gli scarti di lavorazione produce biomasse, usate poi per l'energia elettrica.

In questa regione è imperdibile una tappa anche a Vilafranca del Penedès, capoluogo della comarca dell'Alt Penedès, tra il Museo del Vino e i famosi Castellers, che costruiscono incredibili (e altissime) torri umane. Vi verranno le vertigini soltanto a guardarli!

Pla de Bages

Terza tappa, un po' più lontana da Barcellona, è la denominazione di origine Pla de Bages: una curiosità della zona è che anticamente la trasmissione dell'attività - e quindi della cantina - avveniva dal padre al figlio maggiore. Cosa successa nella storia della cantina Abadal ad esempio, che sperimenta anche il recupero di un tipo di vino come si faceva una volta. Nella stessa zona ci sono la Celler Cooperatiu d'Artés e la cantina Oller del Mas, che si trova in un castello del decimo secolo con vista sul Montserrat (in foto).

Sulla via del ritorno a Barcellona vi consigliamo di tenervi da parte una giornata da passare sulla costa (Costa del Garraf): a soli 40 km di distanza dalla capitale catalana infatti c'è Sitges, una splendida località marittima. A parte la spiaggia, è da non perdere una passeggiata per il pittoresco centro storico, le cui vie vengono completamente ricoperte di fiori in occasione della festività del Corpus. Sitges in origine era una città di pescatori e di viticoltori, che in seguito all'epidemia di filossera che colpì duramente l'Europa nell'Ottocento, che distrusse le coltivazioni, furono costretti a emigrare negli Stati Uniti e in Sudamerica. Una volta fatta fortuna laggiù tornarono (per sposarsi con donne del luogo), e costruirono bellissime ville dai tratti caratteristici, che oggi ospitano numerosi hotel. Storie simili a quella di Don Facundo Bacardí Massó, fondatore dell'omonima azienda produttrice di rum, che è proprio originario di questa località.

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