Travelgag: Italia.it muore ma cercano di rianimarla

Il portalone italiano del turismo si spiaggia definitivamente. L'ennesima figura della nostra incapace classe politica con il più grande tesoro del mondo fra le mani.

Il portalone italiano del turismo si spiaggia definitivamente. L'ennesima figura della nostra incapace classe politica con il più grande tesoro del mondo fra le mani.

La solita telenovela. Varata da un grande comico quale Francesco Rutelli nel 2007 quando l’allora ministro della cultura annunciò il decollo di Italia.it con il video che lo ha reso famoso quasi quanto il grande Albertone.

L'inutile portale, di una bruttezza e di una pochezza aberrante, più volte si è arenato malgrado l’ingente sperpero di denaro pubblico (circa 22 milioni di euro). Ma anche stavolta sembrava arrivare ossigeno. Il commissario dell’Enit Cristiano Radaelli aveva annunciato dalle pagine del Sole 24 Ore un "rilancio dell’impresa".

Invece è stato "rilanciato" dalla finestra del Laboratorio del Turismo Digitale, quello voluto dal ministro Franceschini, l'ultimo cavaliere nominato per salvare qualcosa dell'immenso patrimonio artistico-culturale-turistico del Belpaese (?).

Wired, che segue da molto vicino la questione, racconta di fonti secondo le quali semplicemente mancherebbero i fondi per riprendere il lavoro, questa volta sotto il controllo dell’Enit, come da decreto Artbonus. Nella lettera di rescissione unilaterale del contratto con Unicity, Promuovitalia scriverebbe infatti di non aver potuto pagare gli ultimi 6 mesi di lavoro della redazione per problemi di cassa.

Fonti dell’Enit confermano come l’Agenzia, in crisi e pronta a chiudere alcune sedi estere, non sia in grado di procedere autonomamente, essendo già commissariata fino a novembre. Tutti dunque ora attendono un segnale concreto dal Mibact, per capire se questa commedia tragedia italiana sia prossima ad un epilogo. Speriamo di sì.

Nel frattempo però è partita anche la classica "corsa ai ripari" da varie parti. Su tutte colpisce la petizione che si spalma in questi giorni sulla posta elettronica di tutti.

salviamoitalia

 

E' firmata da Green Geek, che lancia anche l'hashtag #salviamoitalia (vogliamo sperare senza .it, almeno sui social) e accompagna tutto con una lettera per Renzi. Dicono che sono competenti e che non vogliono un euro: #iosperiamochemelacavo

Italia.it, il portale che doveva raccontare l'Italia al mondo, costato 22 milioni di euro come Wired ha ricostruito, non ha portato i risultati promessi, ed è ora nella impossibilità economica di proseguire il lavoro ed il piano editoriale inizialmente previsto. Per queste ragioni il Governo ne ha deciso la chiusura.

Italia.it agonizza da anni ed è ora destinato, di fatto, a morte certa, esponendo ancora una volta l’Italia allo stupore ed alle critiche della comunità internazionale.

Caro Matteo, noi abbiamo una proposta: porteremo avanti il progetto del portale con un business plan che non richiede supporti finanziari statali o investitori esterni.

Il comitato “Salviamo italia.it" è composto da liberi cittadini, associazioni no-profit cofirmatarie del presente appello ed esperti della rete che condividono la cultura e lo spirito partecipativo dell'open source e dei social network diffusi. Provando imbarazzo per la situazione in cui versa italia.it, abbiamo deciso di reagire con prontezza, mettendo a disposizione della collettività i nostri talenti, il nostro tempo e il nostro entusiasmo.

Non è la prima volta che agiamo in tal senso. Milano, anche grazie anche al nostro contributo, ha ora migliaia di hot spot gratuiti per il wifi che la precedente amministrazione Moratti non era stata in grado di fornire ai cittadini. In tale situazione abbiamo operato senza guadagnare direttamente, perché lavoriamo sui servizi che grazie al wifi si possono implementare e fornire, esattamente come penseremmo di procedere con italia.it, a beneficio della comunità, del patrimonio turistico e dell’economia italiana.

Siamo competenti ed appassionati. Abbiamo al nostro interno professionalità tecniche e gestionali di alto livello in grado di organizzare, sviluppare, promuovere nonché riqualificare l'attuale immagine del portale grazie anche ad una piattaforma tecnologica già pronta che garantirebbe di avere il sito nuovamente on-line in pochi giorni.

Per la responsabilità di governo che hai voluto assumere, ti invitiamo ad appoggiare coraggiosamente questa nostra proposta e permetterci di liberare le nostre energie di volontariato, passione civica e competenza professionale, affidandoci con urgente provvedimento il portale italia.it.

Il nostro Paese merita uno strumento di promozione turistica avanzato ed efficace. Saremmo felici di illustrarti quanto prima la nostra proposta.

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