Le lingue del mondo più difficili da imparare

Quali sono le lingue più difficili da imparare? Una formula matematica ci aiuta a scoprirlo

Quando si viaggia, o quando ci si trasferisce in un nuovo paese, uno degli ostacoli più difficili da sormontare è sicuramente quello della lingua.

Ci sono però lingue e lingue, alcune magari molto simili all'italiano e quindi facilmente comprensibili (come lo spagnolo, ad esempio), altre difficili se non impossibili da apprendere (una a caso, il giapponese). Certo, tutto sta dalla nostra capacità di apprendimento e dal paese di provenienza, ma esistono diverse teorie - addirittura formule matematiche - che stabiliscono il grado di difficoltà di un'idioma.

La formula matematica che ci aiuterà a classificare una lingua in base alla sua difficoltà è la seguente:
                                 Lingua= O*(G+V+(w*.1)+(A*2.0)+S+V(1.5)),
dove O sta per apertura della società a comunicare nella sua lingua madre con uno straniero, è la grammatica, V è la difficoltà delle  coniugazioni verbali, P indica la pronuncia e fonetica, rappresenta la complessità della scrittura, A è il numero medio di sillabe per ogni parola (a quanto pare caratteristica importante per la memorizzazione) S è la velocità del parlato e V la sua musicalità.

Partendo da questa formula, si potranno distinguere le lingue in:
- Estremamente difficili: rientra in questa categoria il polacco, che ha sette casi, sette generi e una pronuncia davvero difficile;
- Molto difficili: è il caso del finlandese, ungherese e estone, idiomi difficili (l'ungherese presenta infiniti suffissi che aggiunti alle parole ne cambiano la funzione logica);
- Semplicemente ardue: come ucraino e russo, con il loro alfabeto differente e una grammatica complessa;
-Abbastanza difficile: troviamo in questa categoria l'arabo. Strano ma vero, sembrerebbe una lingua impossibile, invece è più facile del polacco! Unico problema sta nella pronuncia e negli infiniti dialetti;
-Difficili: cinese e giapponese  risultano difficili principalmente per la scrittura e la pronuncia, perchè per quanto riguarda la grammatica sono lingue abbordabili (nessun caso, non ci sono generi, i tempi verbali non cambiano, le parole sono corte);
-Nella media: francese, inglese e tedesco. Il francese presenta molte forme verbali ma una grammatica abbatanza semplice, mentre il tedesco e l'inglese hanno pochi casi (l'inglese non ne ha affatto) e forme verbali semplici;
- Facili: tra le lingue facili da apprendere troviamo l'italiano e lo spagnolo, il portoghese e il rumeno. Per apprendere queste lingue in maniera decente e riuscire a farsi comprendere dagli autoctonici vogliono una media di 23 settimane.

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Ovviamente l'entusiasmo, l'apertura verso la nuova lingua - e quindi la nuova cultura - e le motivazioni per cui si imparano (un conto è una vacanza, un altro è un trasferimento per un nuovo lavoro) e il tempo che si impiega per studiarla faranno la differenza. Ma questa tabella può darvi una mano a decidere in quale paese trasferirvi.

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