Milano Malpensa non decolla, eppure si sta decidendo se costruire la terza pista

aeroporto milano malpensa
In questi giorni, raccolti i pareri di tutte le parti interessate, si dovrebbe decidere se costruire la terza pista dell'aeroporto varesino di Milano Malpensa, che permetterebbe (in teoria) di accogliere fino a 50 milioni di passeggeri l'anno, oltre ad un'area hangar per i cargo. Costo sociale dell'operazione: la scomparsa del borgo di Tornavento, 500 abitanti che vivevano tranquilli, e 330 ettari di boschi protetti dall'ente lombardo Parco del Ticino che vanno in fumo.

Ovviamente queste sono tra le osservazioni portate da chi si batte perchè questo piano non veda la luce. L'ente parco, una decina di comuni che insistono sull'area dell'aeroporto, oltre che una serie di associazioni, tra le quali Italia Nostra, Wwf e Fai. Tutte contro la SEA, la società di gestione degli aeroporti di Malpensa e Linate, principale azionista è il Comune di Milano (ma la nuova giunta è a conoscenza di quanto sta accadendo?).

Quello che in molti non riescono a capire, è il senso di quest'operazione, per un aeroporto che da quando è entrato in funzione non è ancora riuscito a raggiungere la piena capacità operativa; a fronte di una capacità di 30 milioni di passeggeri l'anno, nel 2011 si prevede di arrivare a movimentarne 15 (anche a causa dell'uscita di Lufthansa). Ma allora se l'obiettivo dei 50 milioni di movimenti è di quelli a lunghissima scadenza, non è che il vero obiettivo è costruire l'area degli hangar?

Foto | Yoshimasa Niwa.

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