Milano e il 'milanocentrismo', il vero ostacolo di Expo 2015

Mancano 312 giorni al grande evento, ma il capoluogo lombardo è pronto?

Mancano 312 giorni all'evento che rivolterà Milano, presa d'assalto da orde di turisti provenienti da ogni parte del mondo che accorreranno a frotte per vedere l' "evento globale ad alto contenuto educativo" (come dice il video qui sopra) Expo 2015. O per lo meno, è quello che sperano tutti.

Non vogliamo parlare in questa sede dei tanti guai che l'Esposizione Universale dovrà affrontare a tempi da record - dagli arresti di qualche mese fa alle infrastrutture da finire al più presto o da non lasciare troppo incomplete -: alla luce di una recente esperienza personale la domanda che, e siamo certi non solo noi, ci poniamo da molto tempo è se la città di Milano è davvero pronta ad accogliere un evento del genere.

Perchè un lunedì sera di giugno di un giorno feriale, alle 23.55, potrebbe capitare a chiunque di rimanere bloccati in Stazione Centrale. Alle 23.55, quando a causa di un ritardo aereo hai perso per un soffio l'ultima corsa della metropolitana della linea verde direzione Gessate, quella che collega la città a moltissimi paesi appena al di fuori della cerchia dell'hinterland. Si parla di una distanza, al massimo, di 20 chilometri.

Venti miseri chilometri che però, se vivi al di fuori della cerchia cittadina, inspiegabilmente diventano come 200. La corsa appena persa infatti era l'ultimo mezzo pubblico utile per tornare a casa. E con ultimo intendiamo davvero ULTIMO, perchè erano già partiti da un pezzo gli ultimi treni (sia quelli del Passante Ferroviario che Fs, sulla tratta che ci avrebbe riportati indietro).

Ora: prevedendo un evento che non durerà una settimana, ma SEI mesi - da maggio a ottobre 2015 -, gli interrogativi sono ancora tanti.

Milano è pronta per Expo o il suo 'milanocentrismo' potrebbe provocare danni irreparabili?

Al di là delle giuste preoccupazioni sugli aspetti pratici dell'Expo, è impensabile che un turista che (disgraziatamente) decida di prenotare un albergo al di fuori della cerchia urbana si possa trovare nella nostra stessa situazione una volta arrivato in città da un qualsiasi aeroporto. Come è altrettanto insopportabile che per percorrere 20 chilometri al di fuori degli orari canonici e delle fasce 'di punta' non ci siano altre soluzioni (economiche) per spostarsi se non l'auto di proprietà.

In questi giorni è nata su Facebook una pagina, dal titolo molto eloquente: "Trenord, facci viaggiare anche di notte". Ed è evidente anche lo scopo della pagina:

(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, 'script', 'facebook-jssdk'));

"Milano si fregia di essere la città dei giovani e della movida. Avere la possibilità di prendere i mezzi pubblici, invece che la macchina, eviterebbe tanti incidenti. Milano l'anno prossimo ospiterà Expo 2015 e sono attesi in città milioni di visitatori da tutto il mondo. Siamo proprio curiosi di vedere la loro faccia quando scopriranno che a Milano, dopo le 23:30, non esistono treni che portino alle città che stanno a 20 km dal centro. Non esiste una metropoli in Europa (e in gran parte del mondo) che non abbia un efficiente sistema di trasporto pubblico urbano ed extraurbano notturno. Perché Milano no? Vogliamo una Milano al passo coi tempi, che sia realmente una città moderna, in grado di fornire ai suoi cittadini i servizi essenziali per viverla interamente, in tutta la sua bellezza. Dare la possibilità a chiunque di andare e venire da Milano, a qualsiasi ora del giorno e della notte, serve proprio a questo"

Non possiamo che unirci al loro appello: la città dell'Expo, che si prepara ad accogliere tra meno di un anno milioni di persone, non può restare ingabbiata nel suo provincialismo.

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