Langhe, Roero e Monferrato patrimonio UNESCO dell'Umanità

Il Paesaggio vitivinicolo del Piemonte, ora è patrimonio dell'Umanità.

A cavallo tra tra le province di Asti e Cuneo si estende una regione storica; le Langhe.

Il comitato dell'UNESCO, riunito a Doha nel Qatar per esaminare le candidature presentate per siti del mondo da proteggere come Patrimonio dell'Umanità, ha detto di si alla candidatura avanzata dalla Regione Piemonte, ed ha inserito la zona delle Langhe, Roero e Monferrato tra i siti UNESCO.

Il paesaggio vitivinicolo del Piemonte: Langhe, Roero e Monferrato, questo il nome ufficiale del sito protetto dall'UNESCO per il suo alto valore culturale, copre cinque aree viticole che si distinguono per paesaggi eccezionali, ed il Castello di Cavour, un nome emblematico sia per lo sviluppo dei vigneti, che (ovviamente) per la nostra storia Patria.

La zona si trova nella parte meridionale del Piemonte, tra il fiume Po e l'Appennino ligure, e comprende l'intera gamma di processi tecnici ed economici relativi alla viticoltura e vinificazione che ha caratterizzato la regione per secoli.

Tracce di vino risalente addirittura al V secolo a.C. sono state trovate in quest'area, quando il Piemonte era un luogo di contatto e di scambi tra Etruschi e Celti; parole etrusche e celtiche, in particolare quelle legate al vino, si trovano ancora nel dialetto locale. Durante l'impero romano, Plinio il Vecchio cita il Piemonte come uno dei luoghi più favorevoli per la coltivazione di vigneti in Italia antica e Strabone menziona i suoi barili.

Insomma c'è ne è d'avanzo per elevare questa zona a patrimonio culturale dell'Umanità. E ciliegina sulla torta, con quest'ultima nuova entrata, sono ben 50 i siti italiani protetti dall'UNESCO, che bazzica il nostro paese sin dal 1979, quando battezzò il primo sito italiano come patrimonio dell'Umanità. Si trattava delle Incisioni rupestri della Val Camonica in provincia di Brescia.

Langhe

Foto Wikimedia Commons.

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