Travelblog al Mongol Rally insieme ad Highway to Khan

Traveblog al Mongol Rally insieme ad Highway to Khan

Travelblog questa estate parte per il Mongol Rally 2011: abbiamo deciso di seguire come media partner l'avventura di Highway to Khan. Tre amici, Francesco Barbieri, Federico Maccagni e Francesco Fanelli - da sinistra nella foto sopra - ci racconteranno live il loro viaggio che li vedrà partire il 23 luglio da Piacenza - ma il 24 ci sarà la partenza ufficiale da Praga - e percorrere 16mila km su una VW Polo: attraversando l’Ungheria, i Balcani, la Turchia, il Kurdistan... e ancora l’Iran, il Turkmenistan, l’Uzbekistan, il Kazakistan, la Russia Siberiana e infine la Mongolia.

Il Mongol Rally nacque nel 2001, nel 2004 prese piede e aumentarono gli equipaggi al via: erano sei, ne arrivarono quattro al traguardo. L'edizione 2011 che seguiremo insieme ai ragazzi di Highway To Khan avrà oltre 300 partecipanti. Auto più o meno da tutti i giorni - massima cilindrata ammessa: 1000 cm³ - niente tappe fisse, una meta finale, Ulan Bator; e l'obiettivo di raccogliere 1000 euro da devolversi ad associazioni di volontariato. I ragazzi di Highway to Khan hanno scelto la Christina Noble Children’s Foundation ed Emergency: cliccando sui link sopra potete aiutarli dalla piattaforma JustGiving.

Se vi ricordate, anche in passato abbiamo seguito imprese simili: aspettando la partenza di Highway to Khan, potete rileggere i leggendari reportage di Piena Improvvisa dalla Mauritania e dal Mali, e i diari di viaggio di Simona dalla Cina, da Hong Kong, dal Laos, dall'India e dalla Russia. Dopo il salto l'intervista a Federico Maccagni di HTK: prepariamoci a seguirli per tutta estate...

Ciao Federico, puoi presentarti ai lettori di TravelBlog?

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Traveblog al Mongol Rally insieme ad Highway to Khan

Federico Maccagni, diplomato al Liceo Scientifico con il tema "Il Viaggio: l'inestinguibile sete del nuovo" ho studiato cinema a Dams di Bologna e digital film making al SAE institute a Milano. Sempre avuto la fortuna di viaggiare. Spero nell'utopia di sentirmi a casa ovunque, e di considerare il mondo piccolo, come normalmente si considera il proprio quartiere. In questi anni sto facendo un passo importante: dal classico turismo, anche se da backpacker, passare al viaggio più umanitario, di scoperta. Nel 2010 con uno degli attuali compagni di viaggio sono stato in Kurdistan Turco.

Chi sono i tuoi compagni di viaggio? Raccontali in un tweet

Francesco Barbieri, sceneggiatore e regista piacentino. Francesco Fanelli, laureato in relazioni internazionali, conosce il cinese, ora specializzando in geografia. Entrambi mi battono al gioco delle capitali.

Con che macchina partirete?

Una Polo 1.0, 1000 cc, del 2001. Proprio in questi giorni, il concessionario che ci sponsorizza la sta approntando con le dovute modifiche tecniche. La presentazione ufficiale sarà il 25, 26 giugno, a Piacenza. Durante un importante festival musicale: Welcome To The Jingle. Ci vediamo là!

Da quanto tempo state pianificando il viaggio?

Eheh, penso che la prima volta che Barbieri mi ha messo al corrente dell'esistenza di questo viaggio è stato a inizio 2010. La decisione definitiva va presa entro novembre dell'anno prima, per pagare l'iscrizione. E da gennaio circa bisogna iniziare la trafila dei visti. Sembra un viaggio alla portata di tutti, e tanta gente ci ha detto: "vengo con voi". Ma in realtà potersi permettere 8 mesi prima di prendere un impegno non lavorativo della durata di quasi due mesi non è banale. Possiamo solo noi freelance che sguazziamo nel precariato esistenziale. Abbiamo imparato a ragionare così: "finchè si può, andiamo!"

Avete mai fatto qualcosa di simile prima?

Sì una volta abbiamo fatto il giro del mondo in mongolfiera, in due mesi e mezzo circa! No, chiaramente no. Abbiamo viaggiato, quello sì. Tra tutti e tre nel giochino Facebook in cui si una spunta sugli stati siamo abbastanza competitivi. L'unico viaggio con una dinamica un po' diversa è stato quello in Kurdistan, come Delegazione Italiana al Newroz 2010, in cui non abbiamo visitato luoghi ma più che altro conosciuto persone, abbiamo conosciuto i problemi di quelle terre, e respirato la forza di un popolo meraviglioso, che nonostante non abbia mai avuto un'indipendenza politica, ha una cultura fortissima, radicata agli inizi della Storia, impossibile da cancellare. Da quell'esperienza ci è venuta l'idea di impostare il viaggio di quest'estate diversamente da come normalmente lo prendono i mongol-rallysti.

Quando partirete?
Il 23 luglio da Piacenza. il 24 partenza ufficiale da Praga.

Quando tornerete?

Pensiamo intorno ai primi di settembre. Con la dovuta flessibilità...

Conoscete già i posti dove passerete? Dove siete già stati, dove non siete ancora stati, dove non avreste mai pensato in vita vostra di passare?

È importante sottolineare che vogliamo disegnare un percorso di solidarietà lungo tutto il viaggio. Quindi faremo tappa in zone storicamente martoriate, a documentare interventi di solidarietà. Siamo in contatto con la Biagiarelli per Srebrenica, Bosnia, per documentare la Transumanza della Pace, progetto di Rigoni Stern, e con il Ciac di Parma, per il quale documenteremo un progetto per la scuola di un paese del kurdistan turco. Passeremo in Ungheria, Serbia, Bosnia, Romania. Zone Balcaniche che Berbieri ama molto e conosce a fondo. Turchia, quindi Istanbul in cui tutti e tra abbiamo lasciato un pezzo di cuore. Il Kurdistan Turco. L'Iran, e poi Turkmenistan, Uzbekistan. Per poi arrivare nella lande desolate di Kazakistan e Mongolia. Sono curiosissimo sull'Iran, Stato in cui, per esempio, una carta di credito è un semplice pezzo di plastica. Ne sentiamo tanto parlare per il loro governo attuale, integralista islamico. Noi siamo curiosi di conoscerne la popolazione, quella che non fa notizia, e nei TG non fanno vedere. Spero ci regaleranno sorprese. Gli stati su cui più ci concentreremo, uscendo un po' dalla rotta stabilita per visitarne le bellezze, sono proprio l'Iran e l'Uzbekistan.

Mi dicevi che c'è anche un aspetto benefico nella vostra avventura...

Un po' te l'ho già spiegato. Inoltre c'è da dire che tutta la manifestazione, il Mongol Rally, è nato per beneficenza. Metà della tassa di iscrizione (500€) va direttamente ad una Ong a scelta. Inoltre per partire è necessario raccogliere 500 £ per Christina Noble Foundation, e 500 £ per un'associazione a scelta, noi abbiamo scelto l'autoctona e amatissima Emergency. Queste 1000 £ le devono versare i nostri "fan" tramite dei widget sul nostro blog. Quindi, se questo post vi ha coinvolto almeno un po', andate su highwaytokhan, e date il vostro contributo. Grazie!

E se mi permetti, voglio puntualizzare: Parlando di questo progetto viene sempre sottolineato l'aspetto di "beneficenza", "carità", ma trovo siano parole davvero brutte e un po' fuoriluogo. Perchè distinguono subito chi è in posizione di superiorità e chi di inferiorità. Ci piace molto di più la parola "solidarietà", solidarietà tra i popoli, solidarietà tra persone differenti. Non vogliamo portare beneficenza a popoli disagiati per dormire meglio la notte, ma vogliamo raccontare storie, per puro piacere di conoscenza, per capire quale può essere il filo conduttore tra i musulmani bosniaci, i kurdi, e il popolo palestinese, oppure tra un nomade del deserto marocchino e un nomade della steppa mongola. E forse scoprire che persone diverse ridono e piangono delle stesse cose. Noi europei compresi. Quindi solidarietà, solidarietà tra uguali. Lo faremo grazie ad una Polo 1000 cc, che macinerà non più di 16'000 chilometri, magari 10 volte meno la cifra sul contakilometri delle nostre auto private. Il mondo è piccolo. Basta la voglia di scoprirlo.

I ragazzi di Highway to Khan naturalmente hanno un blog dove racconteranno le loro avventure, oltre a farlo su queste pagine. Volendo, potete seguirli anche su Twitter e su Facebook.

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