Il Parity rate di Expedia e Booking limita la concorrenza?

L'Antitrust contro il parity rate di Expedia e Booking

La notizia è molto semplice: la nostra Antitrust ha avviato una istruttoria nei confronti di Booking ed Expedia, due colossi nel settore della prenotazione alberghiera on line, per verificare se esistono violazione delle regole sulla concorrenza sul mercato, poste a tutela dei consumatori consumatori dei clienti.

Oggetto del contendere la clausola del Parity Rate, inserita nei contratti con le strutture alberghiere, che vincolano le strutture ricettive a non offrire i propri servizi alberghieri a prezzi e condizioni migliori tramite altre agenzie di prenotazione online, e in generale, tramite qualsiasi altro canale di prenotazione; siti web degli alberghi compresi.

Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi, l'associazione che ha denunciato questa pratica all'Antitrust, ha spiegato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera: "E’ come se tra l’albergatore e il cliente si frapponga sempre il portiere e imponga ad entrambi il prezzo che vuole lui senza che le due parti possano svincolarsi". In pratica si tratterebbe di clausole vessatorie imposte a danno degli albergatori, ma in ultima istanza, anche a danno dei clienti, che in questo modo non sono più in grado di trattare liberamente sul prezzo del soggiorno.

Negli USA lo scorso febbraio una sentenza dell'autorità giudiziaria ha scagionato gli intermediari on-line di limitare la concorrenza tramite la previsione del parity rate. Solo che negli States la denuncia era partita dai consumatori, secondo il quale gli intermediari e i siti di prenotazione facevano cartello, attraverso la previsione di una Parity Rate concordata. I giudici, anche se hanno ammesso la possibilità dell'esistenza di una simile pratica sleale, non hanno giudicato convincenti le prove addotte dai consumatori, scagionando Expedia & Co.

Parity Rate

Parity Rate

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