Italiani all'estero, Londra è la meta prescelta

Secondo l'AIRE, sempre più giovani decidono di lasciare l'Italia in cerca di lavoro all'estero.


Più che fuga, un esodo di cervelli. La percentuale di italiani che si trasferiscono all'estero per lavoro non si arresta, creando un fenomeno di emigrazione di massa preoccupante.


A fornirci i dati, l'AIRE- Anagrafe Italiani Residenti all'Estero - che in base alle registrazioni degli italiani nelle altre nazioni ha calcolato che nel 2013 i flussi in uscita sono aumentati del 19 per cento, mentre nel 2012 l'incremento è stato del 30 per cento, il che significa che in due anni a lasciare questo Paese sono state quasi 100mila persone, il 55 per cento in più.


Chi sono

questi nuovi migranti? Principalmente giovani, tra i 20 e i 40 anni, che si dirigono principalmente in Inghilterra: nel 2012 circa il 71 per cento ha scelto di attraversare la Manica in cerca di lavoro. Di questi, prevale la fascia giovane, con 4.531 espatriati tra i 20 ed i 30 anni, seguita dai 4.136 degli under 40. Solo a Londra, la percentuale di giovani emigranti è cresciuta dell'81 per cento.

Primo Approdo, il progetto che aiuta gli italiani ad insediarsi nel Regno Unito.

Dopo la Gran Bretagna, le altre mete prescelte dagli italiani sono la Germania, Svizzera,  Francia e Argentina, mentre crescono i trasferimenti nei Paesi economicamente emergenti, come il Brasile.
L'incremento della fascia dei 20-40 anni è stato del 28,4 per cento, quindi nettamente superiore alla media. In dato che si conferma, in questo caso, visto che anche nel 2012, la crescita era stata del 28,3 per cento.

London Underground 48-hour Tube Strike Affects Rush Hour
Se il dato complessivo è preoccupante, lo diventa ancora di più se si pensa al flusso migratorio non registrato: secondo l'AIRE, infatti, solo un italiano si registra ai loro database e comunica il suo trasferimento all'estero.

 

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