Rainbow MagicLand, per ora la magia è solo a metà

Rainbow MagicLand

Avremmo voluto fare un resoconto completo e dettagliato di Rainbow MagicLand. Ci piaceva anzi l’idea di realizzare una prima mini-guida del parco, con una descrizione delle attrazioni e qualche consiglio pratico. Invece siamo costretti a rimandare ancora, perché dalla scorsa settimana di passi avanti non ne sono stati fatti molti, anche se resta il giudizio positivo sulle grandi potenzialità di questo parco.

Risultano infatti ancora chiuse Yukatan (acquatica), Huntik (dark ride interattiva), Mystica (torre di caduta), la Maison Houdini (casa magica) e Shock (montagna russa veloce), come testimoniano anche i resoconti di chi è lì oggi. Sembrano poche numericamente, ma dal peso specifico enorme, perché si tratta di alcune tra le attrazioni di punta del parco.

Hanno invece aperto Drakkar (acquatica), il Castello di Alfea (spettacolo in 4D), Believix e Cagliostro (dark ride). A parte alcune cose da sistemare, come le zone d’ombra nell’area bambini, che comunque è tutta funzionante anche se ieri dopo il tramonto girava completamente al buio (ma le aperture serali saranno da giugno), sono aperte anche L’Olandese volante e Bomborun (montagne russe), e l’Isola Volante (torre panoramica).

Giustificabile, forse, e la storia è piena di parchi che dopo l’apertura hanno avuto bisogno di un rodaggio per prendere quota, ma quello che sta facendo irritare molti è che lo si sarebbe dovuto comunicare con chiarezza, mentre invece era stato detto, e mai smentito, che il parco sarebbe stato completamente funzionante. Solo stamattina, a ridosso dell’apertura al pubblico, è comparso sul blog questo comunicato che offre l’ingresso a 25 euro e la possibilità di tornare da fine giugno pagando solo 10 euro, quando si presume che sarà tutto operativo.

Tornando alle attrazioni, il punto è anche che in caso di grande affluenza c’è il rischio concreto che la gente si concentri su quelle aperte, con rischio code. Già ieri questo è un po’ successo su Cagliostro, che dà l’impressione di avere un sistema di caricamento che non assorbe benissimo la fila, tralasciando le borse da dover lasciare in terra. Certo, poi non aiutava che ogni tanto qualche “vip” venisse fatto passare avanti, anche se a un certo punto una semi-rivolta popolare con quasi-rissa lo ha impedito. L’attrazione comunque è potenzialmente buona. Per gli appassionati, è molto simile a Crush’s Coaster di Disneyland Paris Studios, anche se il concetto di “dark ride” è stato preso alla lettera, e manca (per ora?) del tutto qualsiasi tematizzazione interna, musica compresa.

L'entusiasmo e la voglia di fare però sembra ci siano, anche se ieri un addetto di un'altra attrazione non sapeva dirmi se Huntik fosse chiusa perché... non sapeva quale fosse, visto che loro le chiamano in un altro modo (?). Tutte cose che ragionevolmente miglioreranno in futuro, quando il parco entrerà a regime. Chiaramente vi terremo informati sui prossimi sviluppi, in particolare sulle aperture delle attrazioni.

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