Paese che vai, Pasqua che trovi: in Romania é Paşte fericit


Siamo decisamente proiettati verso est e procediamo a passo spedito nel nostro viaggio intorno al mondo alla scoperta delle tradizioni di Pasqua. Oggi siamo in Romania e anche qui le cerimonie della fede cristiana si sovrappongono ai riti di origine pagana che segnano il ritorno della bella stagione.

Il Giovedì Santo, ad esempio, o 'gioia mare' in romeno, che in italiano significa più o meno il Giovedì Grande, è il giorno in cui si commemorano i defunti. Si portano in chiesa dolci fatti in casa con grano bollito e ricoperti di noci e zucchero, frutta e vino offerti in ricordo dei morti della propria famiglia, che vengono distribuiti ai poveri.

Il Venerdì Santo, davanti alla croce viene sistemato un tavolo alto tanto da poterci passare sotto. In cima viene collocato un epitaffio e un dipinto o una stoffa ricamata raffigurante la sepoltura di Gesù. A questo i fedeli portano fiori e chiedono perdono per i propri peccati battendosi il petto e passando tre volte sotto il tavolo. La sera, poi, si compie la processione Prohod, che è simile alla nostra Via Crucis, in cui tutto il villaggio, diviso in gruppi e famiglie, segue il cammino della croce.

Il sabato mattina, poi, donne e bambini fanno la comunione, mentre gli uomini parteciperanno alla veglia notturna recando con sé un gallo bianco e uova colorate da far benedire al sacerdote. La cerimonia si conclude con un giro intorno alla chiesa cantando e portando in mano candele accese.

Foto | Flickr

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