Giappone on the road: Castello di Matsumoto, Takayama e Shirakawa-go

Scoprire il Giappone "sulla strada" è davvero affascinante, ecco un "breve" e suggestivo itinerario, tra Tokyo e la costa occidentale.

Quando si decide finalmente di andare in Giappone quasi sempre si tende a preferire di spostarsi con la sua magnifica rete ferroviaria. Questo per una serie di motivi, assolutamente condivisibili: distanza, comodità, velocità, ansia da orientamento.

Tuttavia avventurarsi sulle strade nipponiche ha il pregio fondamentale di metterti veramente nella condizione di scegliere dove e quando fermarti, così da scoprire luoghi meno facili da raggiungere con i super treni.

Se scegliete di noleggiare una macchina, ricordatevi della mano da tenere. Il Giappone é una delle poche Nazioni, al di fuori dell'ex Impero Britannico, dove si guidi a sinistra. La guida a sinistra in Giappone risale al periodo Edo (1603-1867), quando i samurai usavano camminare sulla sinistra quando si incontravano, per evitare di sbattere le proprie spade (portate sulla sinistra) l'una contro l'altra.

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Poi le prime ferrovie giapponesi vennero costruite con assistenza tecnica britannica, e dunque adottarono il metodo britannico di procedere sulla sinistra (come del resto anche in Italia, per i treni). Le autostrade, Kosoku Doro (????), oppure Jidoshado (????), sono indicate in verde e sono a pagamento. Le strade nazionali, o Kokudo (??), sono indicate in blu e seguite da un numero di 2 o 3 cifre. Sono strade importanti, ma non a pagamento a differenza delle autostrade.

Come primo esempio di percorso stradale abbiamo scelto un viaggio breve, ma non per questo poco intenso. Si tratta di partire da Tokyo per raggiungere i villaggi storici di Shirakawa-g? e Gokayama sul lato ovest della "grande isola" di Honsh?.

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Circa 350 km, con molte da cose da poter vedere durante il cammino e viaggiando spesso "in quota". Per cui dipende ovviamente dal tempo che si ha a disposizione. Fare tutto in giornata è comunque sconsigliato oltre ad essere molto difficile. Attraversando questa piccola parte del paese in senso orizzontale avrete già un'idea della bellezza e della varietà che può offrire il Giappone.

Si punta verso ovest, verso la prefettura di Yamanashi, tenendo sempre a sud il sacro monte Fuji, che potrete continuare ad ammirare da lontano (Lui merita una visita a parte) e si passa per il parco nazionale delle Minami Alps.

Fra i luoghi che si incontrano, in questo giro nel verde delle montagne e delle valli, gli appassionati di manga, non potranno evitare di fermarsi ad Hokuto, per scoprire che c'è poco della divina scuola di Ken il guerriero, (in effetti c'è un Hokuto anche nel nord, nell'isola di Hokkaido), ma splendidi ciliegi a incorniciare la zona.

Arrivando nella prefettura di Nagano (divenuta famosa per i giochi olimpici invernali del 1998), il suggerimento d'obbligo è quello di fare una tappa al Castello di Matsumoto. Simbolo della città, costruito nel 1504.

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Il fossato ed il muro di pietra sono ancora quelli originali. La sua imponente torre, oggi designata come bene culturale, è la più antica torre a 5 piani in tutto il Giappone. Da lì si può ammirare la splendida veduta delle Alpi giapponesi e la pianura Utsukushigahara. Nel parco che circonda il castello ci sono numerosi alberi di ciliegio.

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La città feudale di Matsumoto è anche una delle porte del Parco Nazionale di Chubu-Sangaku (Parco Nazionale delle Alpi giapponesi) ed è molto visitata in estate per il Festival dei Taiko (tamburi giapponesi) e per il Festival del Takigi-Noh (Teatro Noh illuminato dalle torce) che si tiene all’interno del castello.

Proseguendo il cammino verso ovest e scendendo quasi fino al Monte Norikura (vulcano dormiente oltre i 3mila) con il suo osservatorio in cima, eccovi passare per la deliziosa Takayama (??? Takayama-shi, lett. "Città sull'alta montagna").

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Siamo nella prefettura di Gifu. La cittadina è risalente al periodo J?mon, ed è nota per le sue straordinarie testimonianze dell'arte carpentiera con cui sono realizzate le vecchie case, allineate ed uniformi in altezza, ed i templi in legno.

Si ritiene che i falegnami di Takayama abbiano lavorato alla realizzazione del Palazzo Imperiale di Kyoto, e di molti dei templi di Kyoto e Nara. La città prese forma alla fine del XVII secolo quando il clan Kanamori costruì il castello di Takayama.

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L'antico borgo è famoso anche per il festival che si tiene ogni anno in primavera e in autunno. Il festival risale al XVI secolo ed è uno dei tre festival più grandi e belli del Giappone. Durante il festival, la città è attraversata da grandi carri fiammeggianti, i quali offrono agli spettatori un’ammirevole sintesi della bellezza dell’artigianato della regione.

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L'alta quota e la separazione da altre zone del Giappone ha permesso che la città rimanesse abbastanza isolata e sviluppasse una propria tradizione culturale per circa 300 anni. Il consiglio che posso dare è quello di cercare una sistemazione per la notte in un classico ryokan, qui ce ne sono di meravigliosi e autentici.

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Al mattino potrete apprezzare i mercati di Takayama Jinja e di Miyagawa che sono molto famosi a Takayama. Ogni mattino, le mogli dei contadini dei villaggi circostanti vi giungono con i loro prodotti freschi (ortaggi e fiori). Le varie produzioni scandiscono lo scorrere delle stagioni nelle montagne che circondano la città.

Quindi rimettetevi in viaggio. Ormai manca pochissimo per arrivare Shirakawa, nel Distretto di Ono, sul confine fra le prefetture di Gifu e Toyama. Qui sorge un sito giapponese inserito dal 1995 nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Siamo nella valle del fiume Shogawa.

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Shirakawa-g? (???, "Vecchio distretto del fiume bianco") è collocato nel villaggio di Shirakawa nella prefettura di Gifu, mentre l'area di Gokayama (???, "Cinque Montagne") è compresa fra Kamitaira e Taira a Nanto, nella prefettura di Toyama.

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Sembra di essere fuori dal tempo. Questi villaggi sono molto famosi per le costruzioni erette nello stile cosiddetto gassh?-zukuri(????), caratterizzato da un tetto in paglia fortemente spiovente che ricorda due mani unite in preghiera. Le proprietà della paglia, combinate con la forma del tetto, permettono alle costruzioni di resistere alle forti nevicate che si verificano in questa regione nei periodi invernali.

Il passaggio delle stagioni infonde al villaggio un aspetto fiabesco: neve e case illuminate in inverno, ciliegi in fiore in primavera, alberi rosso scarlatto in autunno, e la spettacolare esercitazione anti-incendio dell’ultima domenica di ottobre, durante la quale il villaggio viene annaffiato da potenti getti d’acqua.

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Le abitazioni sono costruite su tre o quattro piani e storicamente progettate per ospitare famiglie molto numerose con un'efficiente organizzazione degli spazi, dedicati anche ad attività artigianali. I piani superiori erano adibiti alla sericoltura, mentre il piano terra veniva utilizzato per la produzione di nitrato di potassio, l'elemento base della polvere da sparo.

Esiste anche la possibilità di alloggiare in una delle case in stile gassho-zukuri; il villaggio ospita infatti 25 minshuku e 14 ryokan aperti proprio in questo tipo di abitazioni, ma bisogna prenotare con largo anticipo.

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L'osservatorio costruito nel castello di Ogimachi offre un bel panorama sul villaggio. Se non avete preso la macchina, ricordatevi che dove non ci sono i treni, ci sono i bus. Shirakawa-go si può raggiungere facilmente anche da Kanazawa (sulla costa ovest) o da Takayama con il bus della Nohi Bus. Il viaggio dura circa 50 minuti da Takayama e 75 da Kanazawa e costa 2400 Yen o 1800 Yen. Il biglietto di andata e ritorno invece costa 4300 Yen o 3200 Yen. Si può raggiungere anche da Takaoka con il bus della compagnia Kaetsuno Bus.

by @RondoneR - Foto | © by Rondone®

Giappone: Matsumoto, Takayama e Shiraka-go

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