Fuga di cervelli, sempre più laureati vanno all'estero

Stipendio, carriera e futuro: i motivi per cui i laureati italiani lasciano l'Italia.

La chiamano fuga di cervelli, in realtà si tratta di un vero e proprio esodo. Stiamo parlando della massa di laureati che ogni anno abbandona l'Italia per cercare lavoro, fortuna e carriera altrove.

A confermarlo, un'inchiesta de L'Espresso "Fermate l'esodo dei laureati migliori": il settimanale dichiara che sono cinquemila i laureati che, quasi immediatamente o dopo qualche tempo, lasciano l'Italia alla ricerca di una professione in linea con i loro studi. Qualcuno parte già con una meta precisa, perchè il lavoro lo ha trovato prima di laurearsi, magari anche con il sostegno dei docenti universitari, avviliti nel vedere che le loro menti più brillanti debbano finire a svolgere mansioni che con la loro laurea non hanno nulla a che fare.

Uno spreco di risorse, economiche e professionali. Sì, perchè secondo L'Espresso, ogni anno formare i suoi studenti universitari costa allo Stato 175 milioni di euro, soldi che non fruttano, perchè l'Italia poi offre le sue competenze a costo zero a tutto il mondo, andando invece ad arricchire i Paesi che ospitano questi laureati. Restituendo loro un buono stipendio, la possibilità di fare carriera e quindi di costruire un futuro senza fare ingloriose e incerte gavette.

Perciò, ogni anno, il 7% degli italiani decide di provare a farsi valere fuori, puntando sia su mete europee che extraeuropee.  Le più ambite sono Regno Unito, Francia, Germania, Svizzera, Belgio e Spagna, mentre tra gli Stati extra europei ci sono gli Stati Uniti, Australia e Canada, ma molti si stanno affacciando anche ai Paesi del Sol Levante, come Giappone e Cina. Studenti provenienti da tutte le facoltà, anche se spiccano laureati in Ingegneria, Informatica, Lingue, Economia e Medicina. I loro curriculum vengono visionati soprattutto da aziende tedesche, inglesi, norvegesi, spagnole e olandesi. L'Italia è al secondo posto tra i dieci Paesi europei che cercano lavoro fuori, con 190.497 currriculum pubblicati su Eures.

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