Tana libera tutti, con il nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti

Presentato il nuovo piano nazionale degli aeroporti dal Ministro dei Trasporti Lupi. Aumenta il numero degli aeroporti finanziabili dallo Stato.

Aeroporto di Roma Ciampino

Presentato il nuovo piano nazionale dei trasporti dal Ministro dei Trasporti Lupi. Non ci sono grandi novità, se non che è aumentato del numero di aeroporti di interesse nazionale, ossia di quelli che potranno ricevere finanziamenti dallo Stato. Agli altri ci pensino le Regioni.

Il succo sta tutto qua. 11 aeroporti strategici (ma in effetti sono 12) e 26 aeroporti di interesse nazionale, per un totale di 38 aeroporti (37 secondo il Ministero) che potranno continuare a ricevere soldi dallo Stato.

Per arrivare a questo risultato, si è partiti dall'individuare aree omogenee di riferimento per il piano; queste aree sono Nord-Ovest, Nord-Est, Centro-Nord, Centro-Italia, Campania, Mediterraneo-Adriatico, Calabria, Sicilia Occidentale, Sicilia Orientale, Sardegna. Notato niente di strano?

2 e 1/2 aree appartengono al Nord, 1 e 1/2 al Centro, 3 al Sud e 3 alle Isole. Si perché l'"aerea omogenea" Centro-Nord comprende Emilia Romagna, Toscana e Marche, l'area Mediterraneo-Adriatico la sola Puglia, e la Sicilia è stata opportunamente divisa in due.

E poi gli aeroporti strategici, che avrebbero dovuto essere 1 per "area omogenea di riferimento", ossia 10, sono diventati 11. Nel piano si da conto dell'unica eccezione il Centro Nord, dove gli aeroporti strategici sarebbero 2, Bologna e Firenze, ma che in effetti sono 3, visto che l'aeroporto Firenze\Pisa non esiste, e non esisterà mai, neppure quando saranno gestiti da un'unica società. L'unico probabile effetto, è che Pisa e Firenze si dovranno dividere gli eventuali benefici del Piano.

E dopo quelli strategici, arrivano quelli nazionali, ben 28, che quindi rimarranno a carico del Demanio, leggi Stato, e non passeranno alla Regioni, che in questo momento hanno altri problemi, che quelli di finanziare gli aeroporti.

Ma alla fine, quali sono gli aeroporti Certificati ENAC che rimangono fuori? Quelli di Aosta, Albenga (Liguria), Bolzano, Padova, Forlì, Reggio Emilia, Elba, Grosseto, Siena, l'Aquila (appena inaugurato), Foggia e Tortolì. Un taglio di appena 12 unità, destinato probabilmente a ridursi, visto che le Regioni a Statuto speciale qualche soldo da "investire" negli aeroporti ancora l'hanno.

Insomma quello che avrebbe dovuto essere il piano per razionalizzare il sistema aeroportuale italiano, alle fine non ha fatto altro che fotografare la situazione attuale. Tante parole, forse qualche consulenza, per partorire la lista che troviamo da soli su Wikipedia.

p.s. Per il piano 2012 erano solo 14 aeroporti che avrebbero potuto accedere a finanziamenti dello Stato, mentre quello del 2013 ne prevedeva 31, quindi per gli altri, L'Aquila compresa, c'è ancora speranza. p.p.s. Roma Ciampino è ancora un aeroporto di interesse nazionale.

Gli aeroporti strategici e quelli di interesse nazionale dal piano 2014.

    Nord Ovest
    Milano Malpensa, Milano Linate, Torino, Bergamo, Genova, Brescia, Cuneo.
    Nord Est
    Venezia, Verona, Treviso, Trieste,
    Centro-Nord
    Bologna, Firenze, Pisa, Rimini, Parma, Ancona,
    Centro
    Roma Fiumicino, Roma Ciampino, Perugia, Pescara,
    Campania
    Napoli, Salerno
    Mediterraneo/Adriatico
    Bari, Brindisi, Taranto,
    Calabria
    Lamezia Terme, Reggio Calabria, Crotone,
    Sicilia orientale
    Catania, Comiso
    Sicilia Occidentale
    Palermo, Trapani, Pantelleria, Lampedusa,
    Sardegna
    Cagliari, Olbia e Alghero.

In grassetto gli aeroporti strategici.
Foto Wikimedia Commons

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